Sanità, chi non vuole i 14 posti Hospice a Rogliano per le cure palliative?

Deliberati nel 2016, interamente pubblici dal marzo del 2018, costati più di un milione di euro per lavori di adeguamento e mai attivati fin qui. Le sberle del Tavolo interministeriale e la grande beffa per chi è costretto a sborsare 320 euro al giorno...

Costati fin qui 1.075.000 euro per lavori di adeguamento. Deliberati e inseriti nella rete ospedaliera per le cure palliative in un Dca (il 106) del lontano 2016 a firma di Scura e Urbani. Annunciati in pompa magna nel marzo del 2018 con tanto di nota stampa separata e in forma congiunta da Asp di Cosenza e Azienda ospedaliera di Cosenza.
Sono i 14 posti letto Hospice in “comodato” presso l’ospedale Santa Barbara di Rogliano che, sulla carta e solo sulla carta, dovevano e dovrebbero servire per la cosiddette cure palliative. Quelle che fanno più male, dentro e fuori l’anima. Quelle che lacerano il cuore e la mente, del degente e di chi gli sta attorno. Quelle che sempre più spesso si accompagnano e accompagnano al dolore senza un domani. Spesso proprio senza un perché.
14 posti che sulla carta e solo sulla carta, interamente pubblici e a costo zero per il già martoriato paziente, erano destinati già dal 2016 ad incidere e non poco nella gestione dell’area urbana di Cosenza nei confronti delle cure palliative, quelle senza un domani e senza un perché.
Ma niente in questi anni s’è mosso. Niente di niente e questo nonostante gli euro sborsati fin qui (soldi pubblici) per l’adeguamento della struttura.
In principio fecit il Dca di Scura e Urbani ma è un contratto di comodato d’uso gratuito a farne le basi della genesi vera e propria. L’Azienda ospedaliera di Cosenza concede all’Asp di Cosenza una parte del primo piano dell’ospedale Santa Barbara di Rogliano, di proprietà appunto dell’Annunziata. Il contratto di comodato gratuito per 30 anni lo firmano Achille Gentile per l’ospedale e Raffaele Mauro per l’Asp. Il 2 marzo del 2018 la delibera dell’Annunziata di presa d’atto del comodato gratuito concesso all’Asp. Il 26 marzo dello stesso anno addirittura la nota stampa dell’accordo. «Abbiamo anche la necessità di dare risposte – si legge ancora in una nota dell’ospedale – qualificate ad un’utenza che spesso e impropriamente si rivolge all’ospedale, struttura deputata ad altri tipi di servizi sanitari. Obiettivo prioritario dell’intesa con l’Asp di Cosenza è quello di mettere in campo modelli di partenariato pubblico volti alla cura della persona anche in accompagnamento a malattie terminali».
L’accompagnamento interamente “pubblico” a malattie tarminali. In accordo da pubblico a pubblico, tra ospedale e Asp. C’è il Dca della struttura commissariale della Regione a fare da architrave. La dirigenza delle due aziende locali fa le cose che deve fare nel senso che stipula il comodato e indivudua i locali. La cifra è già individuata e persino spesa per l’adeguamento. Dopo di che però non s’è visto più nulla. Dopo 6 anni dall’annuncio non si è attivato nemmeno uno dei 14 posti letto Hospice di Rogliano per le cure palliative. Perché?
La risposta, che non c’è, costa intanto alla struttura commissariale della Regione (passata e presente) una discreta quantità reiterata di sberle ai diversi Tavoli interministeriali che si sono succeduti fin qui. Della serie, dovevate attivarli e non l’avete fatto e per di più avete speso a questo punto inutilmente un milione di euro al punto che si potrebbe configurare il danno erariale. Senza contare che questi 14 posti avrebbero innalzato il livello dei Lea che tanto costa al sistema sanitario calabrese per l’uscita dal commissariamento. Eppure niente di niente s’è mosso dal marzo del 2018. Perché?
La risposta, che non c’è ma che con una discreta dose di buona volontà può essere intuita lo stesso, sta forse per deduzione nel “mercato”. Sì, il mercato. Anche quello spietato a volte. Anche quello che per le stesse cure e proprio in mancanza di questi 14 posti a Rogliano interamente gratis e pubblici costringe una famiglia a sborsare 320 euro al giorno in una struttura privata. Perché il budget in convenzione è finito e se paghi ti si accompagna alle cure con vista sulla morte sennò amen. Mani al cielo e preghiera. Non resta che il Signore…

I.T.