Ndrangheta a Cutro, le estorsioni messe in atto dalle famiglie Ciampà-Martino ai danni di un imprenditore: cinque arresti

Nelle prime ore di questa mattina personale della polizia di Stato, ha dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, nei confronti di 5 soggetti fortemente indiziati, in concorso tra loro, del reato di estorsione, in alcuni casi nella forma del tentativo, aggravata dall’art. 416bis1 c.p., perché commessa da più persone indiziati di appartenere al sodalizio di ‘ndrangheta denominato locale di Cutro.

I nomi degli arrestati
Giuseppe Ciampà, nato a Crotone il 26-11-1982
Salvatore Ciampà, nato a Crotone il 26-02-1988
Francesco Martino, nato a Guastalla (RE), il 23-04-1997
Salvatore Martino, nato a Guastalla (RE), il 06-07-1992
Carmine Muto, nato a Crotone il 14-07-1985
Il provvedimento restrittivo è stato adottato al termine di un’indagine avviata nel settembre del 2023 sulla base delle dichiarazioni raccolte da un imprenditore che riferiva di esser stato avvicinato da alcuni soggetti gravati da precedenti penali e di polizia; le successive acquisizioni probatorie, frutto di attività di intercettazione telefonica, ambientale e telematica nonché di attività di video ripresa, arricchite dalle dichiarazioni rese da altri imprenditori, potenziali vittime di fatti criminosi analoghi, consolidavano l’ipotesi investigativa iniziale e cioè dell’attuale operatività di alcuni componenti delle famiglie Ciampà-Martino, i quali gestivano attività illecite sul territorio per rafforzare l’egemonia del sodalizio criminale d’appartenenza, principalmente attraverso l’attività estorsiva. La prosecuzione delle indagini ha evidenziato che gli indagati, al fine di costringere le persone offese a versare somme di denaro non dovute, li minacciavano esplicitamente o con atteggiamenti impliciti, tipici della cd. estorsione ambientale, seppur in alcuni casi nella forma tentata.All’esecuzione dei provvedimenti restrittivi hanno partecipato dalle prime ore dell’alba un centinaio di donne e uomini della Polizia di Stato, appartenenti alla Squadra Mobile di Crotone con la collaborazione del personale del Servizio Centrale Operativo –Sezione Investigativa di Catanzaro e delle Squadre Mobili di Catanzaro e Reggio Emilia, Reparto Prevenzione Crimine di Cosenza, nonché con il supporto delle unità cinofile della Questura di Vibo Valentia.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari che necessita della successiva verifica processuale nel contraddittorio con la difesa.
Le attività suddette testimoniano la costante attenzione delle Istituzioni ed in particolare della Procura Distrettuale di Catanzaro al delicato fenomeno delle estorsioni ai danni di titolari di attività economiche, evidenziando l’importanza della denuncia per una ancor più efficace azione di contrasto al fenomeno criminale in oggetto.