L’affare dei migranti, quell’aggiudicazione sospetta fatta dalla Provincia di Cosenza

Bando per l’affidamento di centri collettivi di accoglienza con capacità ricettiva di 50 posti. Il mistero dei requisiti e quelle società appena nate…

Metti la Provincia di Cosenza come stazione appaltante. Il ministero degli Interni come “padrone di casa”. Ci sono da mettere al bando la gestione di centri collettivi di accoglienza nella provincia di Cosenza. Parliamo di più strutture ricettive, almeno 12, con minimo 50 posti disponibili a testa ubicati nel territorio della provincia di Cosenza per un fabbisogno collettivo di 600 migranti. Senza andare troppo per il didascalico, una trentina di euro al giorno a cranio per almeno 50 immigrati per ogni centro. Qualcosa come 1500 euro al giorno, poco meno di 50mila euro al mese e 600mila in un anno per un solo centro. Più o meno 7 milioni di euro in totale. Bando per un anno appunto, rinnovabile in continuità.
Tutto liscio, tutto chiaro? No. A quanto risulta alcuni aggiudicatari non sarebbero in possesso dei requisiti temporali richiesti nel bando e cioè «almeno 3 anni precedenti la partecipazione dell’espletamento del servizio di accoglienza migranti e/o reddituali e contabili media del fatturato 3 anni precedenti la presentazione dell’offerta». In pratica qualcuno degli aggiudicatari non avrebbe vinto la gara in possesso dei requisiti sopra citati e il primo fra tutti l’anzianità di almeno 3 anni di fatturato, prima della presentazione della domanda, nello specifico settore dell’accoglienza. Mancherebbe a qualche “vincitore” sia l’anzianità di fatturato che il fatturato stesso e in alcuni casi qualche società risulta costituita il 28/09/2022, ad un anno circa (e non minimo 3) dalla presentazione delle domande. Quindi senza né anzianità né fatturato.
Addirittura alcune di queste società vincitrici risulterebbero persino inattive. Tutto questo per rimanere solo nel perimetro delle incongruenze burocratiche perché si sa che in alcuni casi la forma rischia di essere più che sostanza. Perché invece a dar retta al polverone sotterraneo che si muove dietro l’aggiudicazione di questo bando vi è persino chi è convinto che tra le società vincitrici vi sarebbe qualcuno in parentela con l’alta burocrazia della Provincia. Ma queste son parole…

I.T.C.