Catanzaro, bombola di ossigeno scaduta da sei mesi trovata nel bagno disabili della Cittadella

Farmaci e bombola d’ossigeno ampiamenti scaduti, il bagno riservato alle persone con handicap invaso da rifiuti speciali, infermieri abbandonati a se stessi. Sono passati poco più di due mesi da quando il sindacato CSA-Cisal aveva segnalato le pessime condizioni in cui versava l’ambulatorio della Cittadella regionale e da allora, purtroppo, nulla è cambiato . Anzi, la situazione è ulteriormente peggiorata.
– Abbiamo ringraziato – sottolinea il dirigente sindacale Gianluca Tedesco – l’attuale Amministrazione regionale per aver (ri)attivato questo importante presidio per i dipendenti e gli utenti della Cittadella regionale. Tuttavia, una cosa è la stipula di un accordo sulla carta con l’ex Aou Mater Domini (adesso “Aou Renato Dulbecco”), altra cosa è mantenere nel tempo (e con i fatti) un servizio così importante e, proprio su questo versante, non ci siamo proprio. – Come è ben visibile dalle foto allegate, la bombola a gas (in acciaio a gas medicale compresso), fondamentale per un primo soccorso in caso di emergenza, è scaduta da agosto 2023 e, nonostante siano passati sei mesi, ancora non è stata sostituita. Sicuramente ci sarà stata una mancanza da parte dell’Aou Mater Domini che da convenzione avrebbe dovuto fornirla, ma siamo al punto che qualcuno dovrà intervenire, non solo per una questione sanitaria, ma anche di buonsenso. Il “Datore di Lavoro” dovrebbe sapere bene che, in caso di ispezione, si rischia una multa salatissima che potrebbero pagare i contribuenti calabresi. Ci pare – aggiunge il dirigente sindacale – che questa beffa (oltre al danno) debba essere scongiurata al più presto.

IL BAGNO RISERVATO AI DISABILI CON I RIFIUTI SPECIALI

– Così come é assolutamente inaccettabile “l’attenzione” riservata al bagno dei disabili. Avevamo già denunciato tempo addietro, ancora oggi non sono stati rimossi i rifiuti pericolosi (e a rischio infettivo) presenti all’interno. È mai possibile riservare questo trattamento alle persone fragili? E se un giorno una persona con qualche handicap avesse bisogno di utilizzare il bagno dell’ambulatorio della Cittadella, possibile che debba imbattersi in questi rifiuti pericolosi? È normale che non sia stata attivata una procedura per mettere in sicurezza questo locale?Infine, non dimentichiamo come le due coraggiose operatrici sanitarie che prestano servizio presso l’ambulatorio della Cittadella regionale debbano essere considerate delle eroine. Nonostante questa situazione di inerzia non si sono date per vinte e, addirittura, hanno pagato di tasca propria i medicinali necessari ad offrire un minimo servizio ai fruitori dell’infermeria. E ne hanno acquistati di nuovi a spese proprie. Eppure, più volte hanno reiterato richieste per ottenere più farmaci da utilizzare nell’esercizio della propria attività. Anche in questo caso, ha prevalso il silenzio e l’inedia. Di fronte a questa situazione – fa notare il dirigente sindacale Gianluca Tedesco – come è possibile migliorare le condizioni storicamente difficili della sanità calabrese se la Regione, a casa sua (nell’ambulatorio della Cittadella), non riesce a fornire i servizi minimi essenziali per assicurare assistenza ai dipendenti? Che esempio potrà mai essere? Il sindacato CSA-Cisal non tollererà ancora l’inerzia, da parte della Regione e dell’ex Aou Mater Domini, perché – come sempre abbiamo ricordato – sulla salute dei lavoratori non si scherza. Per tutte queste ragioni chiediamo al Presidente, nonché Commissario ad acta della sanità calabrese, Roberto Occhiuto, di prendere in mano la situazione. È noto come si stia impegnando per risolvere i problemi atavici della nostra sanità, ma se il buon esempio non arriva dalla Cittadella come possiamo pensare che il tutto migliori in altri posti?