Reggio, Tarzia inaugura l’anno giudiziario: In Procura carenza del 13%. Bombardieri: ‘Intercettazioni fondamentali’

Falcomatà: “Grati per il lavoro svolto dalla magistratura. Lo sblocco dei lavori del nuovo Palazzo di Giustizia consegnerà locali moderni e adeguati”. Ieri un dibattito promosso dalla Corte d’appello a Palazzo San Giorgio con addetti ai lavori, cittadini e studenti: «Restituire dignità a chi ha commesso un reato»

«La mia gratitudine va ai magistrati di tutto il Distretto per lo straordinario impegno assicurato nonostante le imponenti e serie carenze di organico, che hanno interessato in modo molto severo la Corte d’Appello, con scopertura di oltre il 50% della pianta organica, con inevitabile coinvolgimento degli Uffici di primo grado, a loro volta segnati da assenze, e dai quali è stato purtroppo necessario prelevare costantemente unità». Lo ha detto la presidente della Corte d’appello di Reggio Calabria Olga Tarzia che, nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario, ha ricordato come «le sezioni penali, con organico ridotto di oltre la metà rispetto alla previsione tabellare, hanno trattato processi anche di particolare complessità, in specie della Dda e i cosiddetti ‘maxi’, senza incorrere in scadenze dei termini di custodia cautelare, con apprezzabile abbattimento dell’arretrato».
In un anno, dal primo luglio 2022 al 30 giugno 2023, infatti, la prima sezione penale della Corte d’Appello è passata da una pendenza di 3710 procedimenti a 3293 «avendo quindi definito – spiega la presidente Tarzia – 1332 procedimenti a fronte di sopravvenienze pari a 915, mentre, la seconda sezione penale, la cui pendenza era di 4073 con 925 sopravvenuti, al 30 giugno 2023 faceva rilevare una pendenza finale di 3976 procedimenti, avendone quindi definiti 1022 di cui 33 Dda». Il Tribunale di Reggio Calabria, presieduto da Maria Grazia Arena, invece, «aveva pendenti – ricorda sempre la presidente Tarzia – ben 56 processi Dda di cui 31 maxi. Di questi sono stati definiti 18 processi Dda e 22 maxi». Per quanto riguarda le ordinanze di custodia cautelare emesse dall’ufficio Gip-Gup “sono state 472 quelle emesse, con applicazione di misure personali e reali. Ciò senza contare le attività dispiegate in materia di intercettazioni telefoniche, ambientali e telematiche, i cui relativi provvedimenti sono stati pari a 7885 tra convalide, autorizzazioni, proroghe e ritardati depositi».

A proposito di intercettazioni, il procuratore Giovanni Bombardieri ha sottolineato come «si tratta di settore nevralgico per ogni Procura, un fondamentale ed insostituibile strumento investigativo, oggi più che mai strategico per la ricerca della prova, specie, ma non soltanto, nei procedimenti di criminalità organizzata». Il costo delle intercettazioni nell’ultimo anno è stato di quasi 8 milioni di euro, un rilevante «impegno di spesa» di cui la Procura è «consapevole» e per questo ha attuato «una rigorosa politica di razionalizzazione della spesa. Senza mai perdere di vista il prioritario obiettivo di contrasto al crimine, sono state quindi adottate procedure volte a contenere il più possibile i costi».Si è soffermato sulla carenza di organico degli uffici requirenti il procuratore generale Gerardo Dominijanni il quale ha ricordato che la Procura «ha una vacanza di 4 posti, con una scopertura del 13%». Nel 2023, nelle Procure di Reggio, Palmi e Locri e in quella dei Minori sono stati iscritti 10987 procedimenti contro noti e 8446 contro ignoti.

Il sindaco Giuseppe Falcomatà: “Grati per il lavoro svolto dalla magistratura. Lo sblocco dei lavori del nuovo Palazzo di Giustizia consegnerà locali moderni e adeguati”
“L’inaugurazione dell’anno giudiziario ci offre l’occasione per ringraziare la magistratura per il lavoro che dà sempre svolte al servizio della nostra comunità, per il ripristino e il mantenimento della legalità sul territorio. Come istituzioni, non possiamo che confermare il lavoro sinergico, di supporto, di condivisione dei programmi e degli obiettivi che da sempre stiamo portando avanti nella nostra città”. Così il sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, presente oggi all’inaugurazione dell’Anno giudiziario, cerimonia svoltasi all’auditorium della Scuola allievi carabinieri di Reggio Calabria.

“Con orgoglio quest’anno – ha aggiunto Falcomatà – l’inaugurazione dell’anno giudiziario coincide finalmente, con la chiusura della vicenda Palazzo di Giustizia, sbloccata nelle scorse settimane, grazie ad una proficua sinergia istituzionali che consegnerà a breve l’avvio dei lavori di quello che diventerà il simbolo e il luogo nel quale l’giustizia viene amministrata”.
“Questa è una grande soddisfazione per una città come Reggio Calabria, ma soprattutto – ha concluso il primo cittadino – per tutti gli operatori della giustizia che finalmente potranno operare in locali moderni e adeguati”.«Lo Stato dovrebbe investire, perché anche la struttura carceraria deve diventare qualcosa di diverso sia sotto il profilo strutturale e dell’accoglienza, consentendo delle condizioni minimi di vivibilità ai detenuti, sia sotto quello della capacità di restituire la dignità ha chi ha commesso un reato». Sono le parole della presidente della Corte d’appello di Reggio Calabria, Olga Tarzia, ad aprire il dibattito tenuto nel pomeriggio di ieri, a Palazzo San Giorgio dal tema “Carcere e rieducazione”. Un incontro preparatorio promosso dalla Corte d’appello in vista dell’inaugurazione dell’Anno giudiziario di questa mattina. All’evento hanno partecipato non solo addetti ai lavori, ma anche cittadini e giovani delle scuole.

«Se noi facciamo di questi luoghi, luoghi di contenimento e di sofferenza – ha sottolineato la presidente Tarzia alla fine del suo intervento introduttivo – non avremo mai dei cittadini restituiti alla società, ma solo l’idea di un male che è stato commesso senza nessuna restituzione. Questo non è possibile in una società civile. Certo, per fare ciò bisogna abbattere dei preconcetti che sono dentro ognuno di noi».

Da segnalare, per la carica emotiva che è riuscito a trasmettere, la testimonianza di Pasquale Marrone (accompagnato dall’educatore Ciccone), campano che sta scontando la sua condanna nel carcere di Palmi: «La mia è una lunga carcerazione – ha dichiarato – è difficile da raccontare in poche parole. Non sono più l’uomo che è stato arrestato nel 2013. Devo ringraziare i giudici che mi hanno dato speranza e mi hanno fatto capire che non posso tradire la loro fiducia. Vorrei che questo percorso non si fermasse, vorrei parlare nelle scuole perché la vita va vissuta senza sprecare un minuto. Vorrei che i giovani capissero che la vita è fuori dal carcere, ogni giorno che si vive è fantastico. Dico ai ragazzi di godersi la vita e chi si trova sulla strada sbagliata di cambiare vita».
Nel corso del dibattito si è parlato del rilievo costituzionale della dignità della persona umana che impedisce di considerare il carcere come luogo in cui vige un regime di extraterritorialità rispetto alle garanzie fondamentali assicurate dallo Stato.