E Staine finisce (ancora) fuori strada…

L'assessore regionale “inciampa” in un'altra gaffe istituzionale a proposito della vertenza Lirosi, l'erogatore di trasporto su gomma che vanta un credito milionario disconosciuto però dall'esponente di governo regionale. Cgil sul piede di guerra

Ancora Emma Staine, ancora lei. Gira e rigira, chissà perché, l’assessore regionale in quota Lega finisce sempre nel cuore caldo delle turbolenze mediatiche, anche se poi non sono per niente solo mediatiche.
La ribalta la ricorda e la annovera “tapirata” alla grande, la menziona per aver letto in aula al question time la domanda prima della risposta a Lo Schiavo, in pratica nel copia e incolla non ha fatto distinzioni tra le due fasi. La immortala certamente per aver in qualche modo “aggredito” i dirigenti scolastici regionali nel corso di una riunione sindacale. E oggi le condizioni per un’altra (ennesima) uscita “fuori strada” ci sono tutte perché al centro di una infuocata polemica tra area dello Stretto di Reggio e Piana di Gioia Tauro c’è sempre lei, l’assessore Emma Staine.
L’impresa di autostrasporti su gomma Lirosi, erogatore tra i principali per la Regione, vanta un credito certificato e consolidato legalmente nei confronti della stessa Regione di 13 milioni circa. Lirosi è anche in fase di “proposta concordataria” proprio con la Regione e cioè a dire si rende disponobile alla continuazione del servizio a patto che si arrivi quantomeno ad un saldo e stralcio della posizione pregressa e dei crediti vantati, l’ultimo dei quali sollecitato in carta bollata a dicembre del 2023. Segue richiesta di incontro tra le parti e con i sindacati al quale Staine sarebbe dovuta giungere quantomeno con una ricognizione del debito da parte della Regione, dal momento che è cristallizzato legalmente (questo perlomeno è quanto reitera in più forme l’azienda).
Se non che, invece, Staine in riunione avrebbe del tutto sorvolato sul credito vantato, persino non riconoscendolo. Al punto che un minuto dopo la conclusione del vertice manda in stampa poche righe di comunicato nel quale non solo, con verbo severo e saccente, bolla come falsità i 13 milioni vantati quanto mostra sicurezza nell’aver comunque individuato eventualmente altra soluzione per coprire tratta e chilometri di corsa tra la Piana di Gioia e l’area metropolitana di Reggio. Della serie, se volete ricominciare a viaggiare si parte da zero sennò nemici come prima e ne troviamo un altro. Ovviamente, manco a dirlo, apriti cielo da parte del vertice della Lirosi (che minaccia querele anche per le presunte offese personali ricevute) nonché da parte della Cgil. In ballo ci sono gli 80 posti di lavoro della Lirosi, un marchio consolidato nel comprensorio e ci sono soprattutto 200mila cittadini che attendono solo di salire su di un bus in convenzione con la Regione. Dalle parti di Gioia Tauro, a memoria d’uomo e di “gomma”, non ricordano una vicenda simile nel passato. E Lirosi non è da oggi che macina chilometri in convenzione con la Regione. Disconoscere un debito “pubblico” o peggio ancora “barattarlo” con la prosecuzione del servizio, giurano sotto gli ulivi secolari della Piana, si configura più simile a pratiche borderline in conflitto con la legalità che con la burocrazia tipica di Palazzo. E nella Piana se ne intendono…

I.T.