Il tramonto di Villa S.Anna, aperta la liquidazione giudiziale

Il Tribunale di Catanzaro si oppone alla richiesta di proroga dei termini per l'utilizzo degli strumenti di accesso alla regolazione della crisi. «Sussiste lo stato d'insolvenza della crisi». La via del fallimento è spianata

In principio fecit una “ginestra”, un germoglio nel (quasi) deserto. Una eccellenza sanitaria di quelle vere e non per propaganda con pioneristiche erogazioni sanitarie (cardiologiche) di livello nazionale. Posti letto, budget di lusso. Ma anche gestione amministrativa come minimo discutibile. Fino alle inchieste della magistratura, le revoche dell’accreditamento, lo stallo, la fuga dei migliori medici. E lo stato di insolvenza plurimilionario con vista ormai sul vero e proprio fallimento.
È la triste storia della clinica Sant’Anna di Catanzaro, la “ginestra” di cui sopra. Il Tribunale di Catanzaro ha respinto (su richiesta anche del pm) la proroga per l’accesso alla strumentazione agevolata dello stato di crisi, cioè a dire la sopravvivenza che la legge consente di mantenere sospesi nell’insidioso limbo tra liquidazione e messa in bonis. Una strumentazione agevolata che deve tener conto di significativi passi in avanti verso il risanamento così da “meritare” la non apertura della procedura di liquidazione vera e propria. È il 25 settembre quando la società presenta domanda di accesso agli strumenti agevolati di regolazione della crisi che naturalmente trova opposizione e ricorso da parte dei dipendenti (difesi dall’avvocato Pitaro) intenzionati invce a chiedere l’apertura della liquidazione giudiziale. Il 7 dicembre le parti vengono sentite in udienza perché sul tavolo c’è la concessione o meno della proroga dei termini così da usufruire della regolazione agevolata, da un lato, e la liquidazione giudiziale dall’altro. Ancora una volta azienda da una parte e dipendenti dall’altra. Da qui anche la contestazione da parte dell’azienda di alcuni crediti ancora vantati da parte dei dipendenti. La difesa dei dipendenti ha insistito sulla necessità di svoltare la vicenda verso la liquidazione giudiziale trovando anche sponda nella stessa requisitoria del pm. «Sussiste lo stato di insolvenza della debitrice» ha ribadito il pubblico ministero e da qui alla sentenza non è stato poi complesso individuare un percorso più o meno in discesa. «Ricorrono i preupposti per l’apertura della liquidazione giudiziale nei confronti della Villa S.Anna spa» il verbo dei giudici del Tribunale di Catanzaro. Fine della fiera, delle proroghe e del possibile utilizzo della regolazione agevolata per la messa in bonis.
Nello specifico i giudici considerano del tutto aleatori i crediti vantati da Villa S.Anna, con specifico riferimento all’Asp di Catanzaro. Le note vicende giudiziarie che riguardano la proprietà, secondo i giudici, rendono impossibile quantificare la sussistenza reale di questi crediti e soprattutto i tempi di realizzo dell’incasso. Il tutto in presenza di numerose e non sanate partite di bilancio in negativo a partire dal soggetto pignorante (Bper banca) a cartelle esattoriali emesse dall’agenzia delle entrate. Una insolvenza diffusa non coperta da una relativa copertura patrimoniale con evidente impossibilità, agli atti dell’istruttoria, di venirne a capo. Da qui lo stato incancrenito di insolvenza, l’impossibilità di accedere alla regolazione agevolata e l’avvio della liquidazione giudiziale.
Il viale del tramonto. Il fallimento sullo sfondo di una brillante storia di successo in campo sanitario. Con diversi e persino involontari complici lungo il tracciato. Dalla spavalderia tardo borghese del management, alla regnanza di turno nelle stanze in Cittadella e nell’Asp, al borgo elettorale, a rampanti padroni del vapore che tra finte ed estorsive offerte hanno finito per far fuggire quelle vere. Quelle del risanamento e possibile rilancio.
Anche le vie del Signore potrebbero aver giocato un ruolo non propriamente evangelico in questa (sporca) faccenda. E chi d’ufficio doveva saperne di più ha finito per girarsi dall’altra parte prima di cambiare aria.

 

 

I.T.