Ausili sanitari all’Asp di Cosenza, l’ombra del caos organizzato…

Si va di proroga in proroga nonostante manifestazione di interesse e (finta) commissione aggiudicatrice. Regna Althea, due pesi e due misure in Cittadella...

Cosa c’è di meglio per chi deve continuare a fatturare se non un ente che ad affidamento scaduto istituisce manifestazione di interesse, nomina la commissione aggiudicatrice e poi, di fatto, lascia le cose in proroga così come sono? Niente c’è di meglio. È quello che sta più o meno accadendo nel Palazzo Asp di Cosenza dove l’affidamento per la fornitura di ausili sanitari (letti, carrozzelle, materassi anti decubito etc) è saldamente ancora in mano ad Althea (affidamento scaduto nel 2018, proroga di 5 anni scaduta a giugno di quest’anno). L’Asp formalmente mostra di tenerci al ricambio e istituisce manifestazione e commissione ma a fine mese è ancora Althea a fatturare. Manifestazione lasciata morta e commissione in un binario funebre. Ma perché? E soprattutto che retaggio si porta appresso Althea? Althea è una società che opera nel settore della gestione integrata delle tecnologie biomediche e ha la sede legale in Roma. Come tutti i colossi non mancano gli inciampi giudiziari, al netto del garantismo necessario soprattutto in sede preliminare. Certo è che però Althea ne avrebbe accumulato un pochino tanti, di inciampi. Da ottobre 2022 risulta indagata dalla procura della Repubblica di Palermo, a titolo di concorso in corruzione aggravata con 2 suoi dipendenti, nell’inchiesta denominata “Sorella sanità 2” (giro di presunte tangenti per centinaia di migliaia di euro e di presunte gare truccate per circa 700 milioni di euro). A 2 dipendenti (rispettivamente direttore Business Development e Commercial Manager) è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari mentre ad Althea è stata applicata la misura cautelare interdittiva con divieto di contrarre con la pubblica amministrazione per la durata di un anno. La misura cautelare interdittiva, è stata, poi, revocata, perché Althea, ammettendo tutte le sue responsabilità, ha adempiuto a tutte le prescrizioni riparatorie imposte dal giudice (ha pagato una cauzione di 200mila euro; ha versato 33mila euro a titolo del risarcimento del danno; ha versato 50mila euro in favore del fondo unico di giustizia). Questa è l’inchiesta di Palermo. Ma l’Italia non finisce qui, come è noto. Andiamo a Torino (maxi appalto di 57 milioni per forniture biomedicali, che l’Asl To3, senza indire nessuna gara, ma attivando viceversa la procedura del partenariato pubblico privato, ha aggiudicato, proprio, ad Althea). In questa inchiesta due amministratori di Althea sono stati indagati, nel febbraio del 2018, dalla procura di Torino per i reati di “associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, alla turbativa d’asta e alla rivelazione di segreti d’ufficio”. Gli stessi amministratori, nell’ambito di questa inchiesta, sono stati destinatari di misure cautelari coercitive. Dopo di che, uno dei due (l’ex amministratore delegato di Althea, il quale è rimasto, contrattualmente, legato ad Althea, sino alla data del 29 aprile 2022) ha patteggiato la pena e l’altro è stato rinviato a giudizio. Sennonchè (prendiamo l’aereo e torniamo in Sicilia) pochi giorni fa, nell’inchiesta condotta dalla procura della Repubblica di Trapani, denominata Aspide, che vede al centro, proprio, l’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, il Gip ha applicato la misura degli arresti domiciliari anche a una dipendente Althea. L’indagine ha, come oggetto, la fornitura di attrezzature sanitarie necessarie per fronteggiare l’emergenza Covid. I reati contestati, a vario titolo ai 17 indagati, vanno dalla corruzione, alla truffa, dalla falsità ideologica alla rivelazione di segreti d’ufficio. Althea, dal 2018 a oggi, è stata destinataria di ben quattro penali contrattuali per un importo complessivo di circa 600mila euro (ASST Fatebenefratelli SACCO: euro 188.000,00; Estav NO – AOU Pisana: euro 124.000,00; Estav NO – AOU Pisana: euro 103.000,00: Asst Lodi: 175.000,00). Dal 2018 a oggi è stata destinataria, complessivamente, di 11 risoluzioni contrattuali, nonché di esclusioni da gare per grave illecito professionale, comminate, tutte, da stazioni appaltanti pubbliche (Azienda Ospedaliera Canizzaro di Catania, AUSL Pescara, Azienda Ospedaliera Papardo di Messina (2), Azienda Ospedaliera San Carlo di Potenza, ASST di Bergamo Papa Giovanni XXIII, Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma, Policlinico Tor Vergata di Roma, ASL di Foggia, Divisione Sar Puglia, INAIL). Althea è stata dichiarata operatore economico “affetto da grave e globale inaffidabilità professionale” dalla sentenza n. 283 del 2019 del Tar Abruzzo, passata in giudicato, con conseguente inoppugnabilità dell’accertamento. La gara per l’affidamento del servizio nell’Asp di Cosenza è stata espletata nel 2013. La durata del contratto era quinquennale, dal 7 giugno 2013 al 6 giugno 2018. Trascorso il quinquennio e scaduto il contratto, l’Asp di Cosenza, senza indire una nuova gara, ha prorogato il contratto originario fino al 6 giugno 2023. E la nuova gara non è stata indetta, neppure, durante il quinquennio di proroga. Il che ha posto l’azione amministrativa nel perimetro della “macroscopica illegalità”. Ad affermarlo è la Corte dei conti – Sezione giurisdizionale per l’Umbria, con la sentenza 23 novembre 2022, n. 99, che ha scrutinato una fattispecie perfettamente sovrapponibile alla proroga disposta dall’Asp di Cosenza per il servizio relativo agli ausili terapeutici per disabili. L’Azienda ospedaliera di Perugia e la ASL Umbria 1 avevano prorogato, senza indire nessuna gara, né prima, né durante la proroga, il servizio di lavanolo e di sterilizzazione alla società SO.GE.SI. s.p.a. La Corte, ha così argomentato: “L’azione risarcitoria è fondata. Né anteriormente alla scadenza originaria, né durante il periodo della proroga, sono state avviate e completate le procedure di gara per l’affidamento del servizio a un nuovo soggetto. E’ stato utilizzato lo strumento della proroga in modo patologico e abusivo, consolidando sistemi anticoncorrenziali, con produzione di un consistente danno erariale, imputabile a colpa gravissima in capo a tutti i convenuti (i direttori generali, sanitari e amministrativi pro-tempore delle 2 aziende), quantificabile in 5 milioni e mezzo di euro”. Terminato il periodo di proroga, a partire dal 6 giugno 2023, Althea continua a gestire il servizio – addirittura -, a quanto pare ma potremmo sbagliare, senza neppure un formale decreto di proroga. Ma Althea intrattiene rapporti anche su larga scala in Calabria. Non senza paradossi e contraddizioni rispetto a quanto sta accadendo all’Asp di Cosenza. In conformità al decreto dirigenziale della Regione Calabria n. 10559 del 19.10.2021, nonché alla Convenzione del 2 febbraio 2022, è aggiudicataria e affidataria del servizio integrato di manutenzione e gestione delle apparecchiature elettromedicali delle aziende sanitarie ed ospedaliere della regione Calabria – lotto 3 – per la durata di anni 5, a decorrere dal 1 giugno 2022 e sino al 31 maggio 2027. Con decreto dirigenziale n. 10273 del 12 ottobre 2020, la Sua (Stazione Unica Appaltante) per la Regione Calabria ha disposto, in autotutela, a carico di “Tecnologie sanitarie” l’annullamento dell’aggiudicazione dei lotti 1 e 2 dello stesso servizio affidato ad Althea per il lotto 3. “Tecnologie sanitarie”, pure lei, ha la sede legale a Roma. È una società merceologicamente omologa ad Althea. La Stazione Unica Appaltante per la Regione Calabria ha disposto, in autotutela, a carico di “Tecnologie sanitarie” l’annullamento dell’aggiudicazione, in conseguenza della scoperta postuma dell’inchiesta “Sorella sanità” della procura di Palermo, nella quale, appunto, “Tecnologie sanitarie” risulta indagata, insieme a due suoi amministratori. “Sorella sanità” è però lo stesso fascicolo in cui è convolta anche Althea, indaga la procura di Palermo. E quindi per la stessa indagine “Tecnologie sanitarie” paga pegno (revoca dalla Sua) mentre Althea, Con l’aggravante – addirittura – che Althea, al contrario di “Tecnologie sanitarie”, è stata, finanche, attinta direttamente dalla misura interdittiva e da una valanga di risoluzioni contrattuali e di esclusioni dalle gare. E, allora, perché a “Tecnologie sanitarie” è stato revocato l’affidamento e, viceversa, ad Althea gli affidamenti per gli ausili dei disabili e per la gestione delle apparecchiature elettromedicali – lotto 3 – non vengono revocati? Ma siamo certi che il commissario Occhiuto, soprattutto dopo la fresca convenzione con Fiamme Gialle in materia di appalti in sanità, non si lascerà distrarre…

I.T.C.