Salvini e Piantedosi sulla scrivania di Gratteri

Stage di Cutro, la posizione dei 2 titolari di dicastero potrebbe arrivare al vaglio del Tribunale dei ministri. Il tutto "grazie" ad un esposto che necessariamente è di competenza del procuratore capo di Catanzaro

C’è una strada giuridica che per la strage di Cutro potrebbe portare i ministri Matteo Piantedosi e Matteo Salvini di fronte al Tribunale dei ministri. La indica un dettagliato esposto presentato ai carabinieri e indirizzato al procuratore della Repubblica di Catanzaro, Nicola Gratteri.
A firmarlo – anticipa Avvenire – il sostituto procuratore generale della Cassazione Rosario Russo, oggi in quiescenza, ma ancora attento osservatore e fine interprete delle leggi. Nella catena di comando che ha portato al mancato intervento di soccorso di quel vecchio caicco sembrano esserci state delle falle, si spiega nell’esposto. Ma per appurare cosa sia successo davvero in quelle ore che vanno dalla segnalazione di Frontex al naufragio, se non prima – si argomenta –  è necessario ascoltare chi sta al vertice della gerarchia, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, da cui dipende la Capitaneria di porto, e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi.
Ai sensi dell’articolo 96 della Costituzione, poi modificato con legge costituzionale nell’89, ricorda il magistrato, è il tribunale capoluogo del distretto, dunque Catanzaro, l’unica sede deputata all’accertamento giudiziario dei possibili reati commessi dai ministri nell’esercizio delle loro funzioni.
《È nella dinamica di ritardi ed errori che ha fatto sì che quel vecchio caicco non venisse raggiunto e soccorso nonostante le proibitive condizioni meteo e gli elementi segnalati che secondo le norme internazionali qualificano le “imbarcazioni in distress” (assenza di giubbotti di salvataggio, significativa risposta termica e boccaporti aperti, indice di presenza di numerose persone sottocoperta) – si legge nell’esposto – più di un’omissione sembra esserci stata》.
L’esposto del magistrato si aggiunge alle iniziative legali già avviate da un gruppo di oltre quaranta associazioni che a Locri hanno presentato un esposto, da una serie di parlamentari guidati da Ilaria Cucchi, nonché ai due filoni di inchiesta battuti dalla procura di Locri che sta approfondendo sia le responsabilità dei quattro presunti scafisti, sia sul mancato soccorso. Inchieste di Crotone a parte, ovviamente.