Precari sanità, quel “consiglio” all’autotutela che mette paura…

La circolare di Occhiuto che impone l'utilizzo delle liste dei vincitori di concorso e non quelle "fai da te" di Asp e ospedali. Bocche cucite nelle procure

Amici, congiunti, cugini e cugine di politici e consiglieri regionali. Per non dire di medici e dirigenti. Ci sarebbe anche questo “contorno” dentro le truppe dei precari sanità che da qui a poco, forse loro malgrado, saranno costrette a lasciare Asp e ospedali. Qualcuno, più d’uno e con ogni probabilità anche con finalità non lontane da quelle “elettorali”, ha promesso e poi convinto e infine “intruppato” di tutto e di più nell’esercito di precari dentro Asp e ospedali di Calabria garantendo loro che di rinnovo in rinnovo sarebbero poi stati assunti a tempo indeterminato. Aggirando legge e ostacoli dalla “porta di servizio”. Ovviamente non tenendo conto di chi ha invece regolarmente vinto un pubblico concorso con graduatorie, altrettanto pubbliche e ora disponibili anche sul sito del dipartimento Salute, che sono state sistematicamente baipassate da “promettenti”, precari (spesso loro malgrado) e naturalmente da dirigenti di Asp e ospedali. Più d’uno dei vincitori di regolare concorso e inserito in graduatoria (ma a casa fin qui) secondo fonti sindacali avrebbe varcato porte di più procure ma le “bocche”, manco a dirlo, sono e restano sistematicamente cucite.

Del resto a “dipingere” di tensione e anche preoccupazione l’intera faccenda è l’esegesi approfondita della circolare di Occhiuto sulla materia. Laddove si legge che non solo «si richiamano (in riferimento alle aziende sanitarie) le SS.LL. allo strumento del ricorso alle graduatorie a tempo indeterminato delle altre Aziende anche per eventuali assunzioni a tempo determinato» quanto “consigliando” «ai commissari straordinari di voler verificare la presenza di graduatorie vigenti di altre Aziende per il medesimo profilo e provvedere conseguentemente alle valutazioni ed ai provvedimenti di competenza anche mediante esercizio dei poteri di autotutela, dandone comunicazione a questa Struttura Commissariale».
Della serie, cari commissari di Asp e ospedali, se avete preso un abbaglio e vi siete “distratti” o se vi siete trovati un “pacco” in azienda pieno di precari senza attingere a pubblica graduatoria è arrivata l’ora di fermarsi e fare retromarcia. Anche in “autotutela”, che è poi lessico tipico quando le cose rischiano di mettersi male. Per solito, autotutela, va a braccetto con l’anticamera del mondo giudiziario. Vai a capire però chi parte o nasce prima. È un po’ come l’uovo o la gallina…

I.T.