Rinascita, concessi i domiciliari ad un noto imputato vibonese

Coinvolto nell'operazione anti-'ndrangheta più grande di sempre, passa dal carcere alla sua abitazione per motivi di salute

Il Collegio composto dai magistrati Brigida Cavasino, Germana Radice e Claudia Caputo, del Tribunale di Vibo Valentia, ha accolto l’istanza avanzata nell’interesse di Artusa Umberto Maurizio, difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Francesco Muzzupappa e imputato in “Rinascita-Scott”, volta ad ottenere la revoca della custodia cautelare in carcere, alla quale l’imputato è attualmente sottoposto dal 19 dicembre 2019, o, in subordine, la sostituzione della stessa con quella degli arresti domiciliari. “Le argomentazioni difensive non sono in grado di scalfire le esigenze cautelari sottese alla misura applicata; tuttavia, quanto alle esigenze cautelari che, sebbene dalla perizia espletata emerga un quadro di compatibilità delle condizioni di salute del detenuto con il regime carcerario, nondimeno dallo stesso elaborato e da tutta la documentazione sanitaria presente in atti si evince inequivocabilmente un quadro clinico severo”, viene scritto nelle motivazioni.
Le descritte condizioni di salute, pur non apparendo incompatibili con la custodia cautelare in carcere, “non possono non riverberarsi sulle esigenze cautelari e segnatamente sul pericolo di recidivanza, comportandone un qualche affievolimento”. Tali condizioni di salute, “unitamente al tempo trascorso dall’applicazione della misura (quasi tre anni)”, sono idonee a far sostenere che “le esigenze cautelari, che devono comunque ritenersi allo stato sussistenti poiché non sono intervenute sopravvenienze in tal senso, possono essere fronteggiate con altra misura meno afflittiva, quale quella degli arresti domiciliari”.

Per questi motivi il collegio dei magistrati “sostituisce nei confronti di Artusa Umberto Maurizio la misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari da eseguirsi presso il proprio domicilio, dove lo stesso dovrà essere accompagnato immediatamente dopo le dimissioni dal carcere e dal quale non dovrà allontanarsi senza autorizzazione dell’autorità giudiziaria”. Inoltre “fa divieto assoluto ad Artusa Umberto Maurizio di comunicare, anche telefonicamente, telematicamente o in qualunque altro modo, con persone diverse rispetto a quelle che con lui coabitano”.
L’imputato è stato autorizzato a raggiungere l’aula bunker di Lamezia Terme per partecipare alle udienze di “Rinascita-Scott”, libero e senza scorta.