Cassette di pesce per evitare sanzioni, in Calabria sospesi ispettori Spisal

Sei persone sono state indagate dalla Procura per corruzione e falso. Avrebbero favorito alcune aziende

Cassette di pesce per evitare una sanzioni ad un’azienda navale per mancato rispetto della norme sulla sicurezza sul lavoro e, inoltre, omesse contestazioni di violazioni analoghe ad un’impresa edile. È quanto scoperto dalla Procura e dai carabinieri di Crotone – scrive la Gazzetta del Sud – nell’ambito di un’inchiesta che ha portato all’esecuzione di due misure cautelari con la sospensione dal pubblico ufficio nei confronti di altrettanti ispettori del Servizio prevenzione igiene sicurezza ambienti di lavoro (Spisal). Sono sei, secondo quanto riporta il giornale, le persone iscritte nel registro degli indagati: cinque funzionari del servizio: Antonio Aloe (66 anni), Giacomo Bruno (56), Antonio Frontera (56), Francesco Tilelli (68), e Lorenzo Rocca (44) e l’imprenditore Elio Balzano, di 40 anni, titolare di una società navale. Per due degli ispettori, Rocca e Bruno, il gip


di Crotone ha disposto la misura della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico e rifiuto di atti d’ufficio.