Fortugno, l’ultima volta che la ‘ndrangheta ha avuto bisogno di sparare alla “politica”

17 anni fa l'omicidio del vicepresidente del consiglio regionale

Domenica come oggi, quel 16 ottobre del 2005. Persino caldo come oggi, generoso assai il sole. Urne aperte per le primarie che incoronano il “capo” dell’Ulivo, siamo all’ultima curva dell’unico centrosinistra che qualche volta ha battuto Berlusconi. Franco Fortugno però non conosce lo spoglio di quelle schede di Locri, finisce steso per terra e non è detto che non sapesse perché. Qualcuno gli ha fatto indossare per troppo tempo, ma in senso figurato purtroppo per lui, il “camice bianco” di assessore alla sanità. Stagione Agazio Loiero, Doris Lo Moro (e Luciano Violante). Fortugno con ogni probabilità incontra troppa gente nella Locride sbagliata prefigurando un “camice” che non è mai arrivato. Non è dato sapere perché, non è mai arrivato, né se Fortugno avesse mai intuito che non sarebbe andata a finire bene la storia. Una idea più complessa e razionale della faccenda forse se la sarà fatta sin da subito la moglie, Maria Grazia Laganà Fortugno. Primo cognome più noto di quello di Fortugno, il suo. Con retaggio e ambizioni politiche non banali fino ad una lista alle Provinciali di Reggio assieme a Mimmo Crea, che le malelingue dell’epoca non hanno mai nascosto di considerare tra quelli non a lutto il giorno dell’omicidio.
È questo, quel 16 ottobre del 2005, l’ultimo giorno in cui la ‘ndrangheta ha avuto bisogno di sparare sul serio (non con vetrine rotte) in faccia alla “politica”. Ed è anche quello, il 2005, l’ultimo anno in cui la regnanza di governo regionale ha dovuto sudare un pò per vincere (Loiero batte Abramo 60 a 40). Da allora camminate sul red carpet per Scopelliti, Oliverio, Santelli, Occhiuto. Dopo quel 2005 con Loiero e Lo Moro da pochi mesi al comando nessuna competizione politica regionale è stata più in discussione, vittorie scontate prima di giocare. E va da sé, più o meno casualmente e non sia mai causalmente, anche la ‘ndrangheta da allora non ha avuto più bisogno di sparare…

I.T.

I.T.