Via Cerasaro, dimostrate omissioni del Comune

Comitato: barbonismo è quello di chi non interviene

Latitante per tre lunghi anni su tutte le diverse questioni aperte in merito all’emergenza igienico-sanitaria, sociale e di sicurezza in Via Cerasaro, nel cuore del Centro Storico di Rossano, l’Amministrazione Comunale avrebbe fatto meglio a restare nel silenzio e semmai a recuperare ritardi e ad agire, portando reale assistenza alla persona in questione, lasciata invece per tre anni in una discarica tra topi ed escrementi e soprattutto bonificando un immobile che dal 2019 ad oggi (giovedì 25 agosto) ipoteca la vivibilità di un intero quartiere e resta una delle pagine più vergognose ed eloquenti dell’incapacità dell’istituzione pubblica locale.

È quanto è stato ribadito nella partecipata conferenza stampa svoltasi stamani (giovedì 25 agosto) nello spazio antistante la Camara Cerasaro e promossa dal costituendo comitato civico per la tutela della dignità, della salute, della sicurezza e della libertà delle persone e degli animali in Via Cerasaro.

L’iniziativa di informazione e di sensibilizzazione, promossa dai residenti dello storico quartiere Porta dell’Acqua e da quanti a vario titolo si stanno mobilitando sulla vicenda, insieme al movimento nazionale ambientalista nazionale Stop Animal Crimes che nei giorni scorsi è riuscita ad entrare nell’immobile consentendo finalmente il recupero ed il trasferimento al canile dei due cani ivi rinchiusi in evidenti condizioni incompatibili con la loro natura e produttive di gravi sofferenze (ex articolo 727 codice penale), era finalizzata a garantire anzi tutto la massima trasparenza sulla tristissima emergenza igienico-sanitaria e sul gravissimo disagio sociale ed ambientale che da tre anni priva del diritto di cittadinanza un intero quartiere, purtroppo nella totale indifferenza ed inerzia dell’Amministrazione Comunale e del Sindaco nella sua qualità di principale autorità sanitaria locale.

Insieme ai residenti di via Cerasaro, all’interno alla Camara che si affaccia su Porta dell’Acqua, tra tutti Lenin Montesanto, l’attore Renato Converso e Silvia Vizzotto, erano presenti, tra gli altri, anche Teresa Giuliani dell’associazione animalista che ha annunciato un ulteriore esposto alla procura della Repubblica e Mario Smurra, vice segretario nazionale della Federazione Nazionale Agricoltori (FNA) tutti intervenuti ed anche, in rappresentanza della Caritas e della Diocesi, Don Pietro Madeo, Don Pino Madeo e Don Gianni Filippelli.

Esibendo la corposa documentazione prodotta e le numerose denunce sporte in questi anni in tutte le sedi, inclusa una querela per omissione d’atti d’ufficio nei confronti del Comune di Corigliano-Rossano, Montesanto ha dimostrato le evidenti omissioni di tutti gli uffici comunali coinvolti, sistematicamente e formalmente sollecitati sin dal 2019 sia dalla Polizia Locale che dall’Azienda Sanitaria Provinciale ad intervenire sulla già constatata emergenza igienico-sanitaria negli immobili in questione ed in quella via.

Non è vero, così come è stato sostenuto dall’assessore Alboresi, che l’emergenza igienico-sanitaria di Via Cerasaro fosse precedente e nota anche alle passate amministrazioni (il che comunque non esonererebbe dal risolvere quanto eventualmente ereditato da altri). Questa emergenza nasce col gravissimo incendio del 24 giugno 2019, molto probabilmente doloso e partito dalla pericolosissima discarica abusiva messa impunemente in piedi dagli stessi soggetti di cui si tratta in queste ore, sul quale intervenivano tutte le forze dell’ordine e le autorità, incluso l’attuale Sindaco.

3 ANNI DI SILENZIO. NEPPURE UN’ORDINANZA DI RIPRISTINO LUOGHI
3 RELAZIONI SERVIZI SOCIALI CON PROPOSTE URGENTI MAI ATTUATE

Nonostante denunce, relazioni, sopralluoghi e solleciti formali indirizzati all’ente da tutti gli altri soggetti coinvolti, l’Amministrazione Comunale non è stata capace di emettere e far eseguire neppure una semplicissima ordinanza di ripristino dei luoghi che non dipendeva e non dipende da alcuna valutazione o monitoraggio di competenza dei servizi sociali, ma appunto dalla già constatata emergenza igienico-sanitaria e dal più volte evidenziato interesse pubblico sotteso al richiesto intervento e rispetto al quale – ha scandito Montesanto – non ci sono di fatto e di diritto empatie, stalli e fantomatici richiami alla privacy o ad interpretazioni psicoanalitiche ed extra-giuridiche del maltrattamento animale che possano tenere o rallentare o bloccare l’azione.

LA QUESTIONE DELL’EMERGENZA IGIENICO-SANITARIA RESTA UNA COSA
LA QUESTIONE SOCIALE DEI SOGGETTI COINVOLTI, UN’ALTRA

Anche questa dolosa confusione di circostanze e competenze, di cui negli ultimi giorni ha preferito rendersi protagonista l’Amministrazione Comunale attraverso gli interventi disinformati o irresponsabili dell’assessore ai servizi sociali Alboresi e della presidente della commissione consiliare ambiente Liliana Zangaro, senza che vi sia stato comunque ad oggi (giovedì 25 agosto) alcun intervento né sull’emergenza igienico-sanitaria né risolutivo sulla vicenda sociale della persona in questione che resta nella casa-discarica, la dice lunga sulla incapacità di affrontare tutta e per intero la problematica di Via Cerasaro.

Nel merito, specifico, dei servizi sociali e del presunto monitoraggio che l’Amministrazione Comunale starebbe ponendo in essere da tre anni (un monitoraggio di tre anni senza alcun intervento ed esito di cui vi sia traccia o risultato), ci risulta da dichiarazioni e documenti che gli stessi servizi sociali comunali abbiano già consegnato, in tre diversi momenti, al sindaco ed ai responsabili ben tre relazioni nelle quali propongono e ripropongono con urgenza la nomina di amministratori di sostegno per il soggetto in questione e l’altrettanta bonifica dei luoghi; richieste e proposte che – ha precisato Montesanto – l’Amministrazione Comunale non ha ad oggi preso in considerazione o comunque non realizzate.

Per le gravissime ed irresponsabili affermazioni fatte in questi ultimi giorni, che non soltanto dimostrano di disconoscere completamente la vicenda storica e documentata sulla complessa emergenza di Via Cerasaro, ma che hanno addirittura tentato di sminuire senso e obiettivo delle denunce e dell’azione di trasparenza messa in campo congiuntamente a residenti e volontari, l’assessore Alboresi dovrebbe prendersi qualche giorno per auto-informarsi, recuperare e capire esattamente di cosa si tratta e di cosa parla; mentre Liliana Zangaro che ha ridotto tutto a normale barbonismo domestico, riferendo di un’attenzione istituzionale alla vicenda, smentita oltre che dai documenti anche dagli stessi soggetti presenti alla conferenza stampa, dovrebbe solo dimettersi da presidente della commissione consiliare ambiente, perché inadeguata ad un ruolo così delicato.

Questa città – ha concluso Montesanto – non ha bisogno né di tollerato barbonismo domestico a danno della sicurezza, della salute e dell’incolumità di tutti, né soprattutto di intollerabile barbonismo intellettuale e radical chic al governo, incapace di decidere e risolvere questioni di ordinaria amministrazione e che ovunque avrebbero risolto in mezza giornata; c’è solo bisogno di reale e maggiore tutela della dignità, della salute e della sicurezza di tutti, di garanzia del diritto di cittadinanza e di trasparenza amministrativa, di più ordine e disciplina a tutti i livelli.