Calabria, arrivi in crescita per il 2022

Tendenza positiva anche per Serra San Bruno: + 16,9% di pernottamenti rispetto al 2020

L’anno farebbe registrare oltre 6,5 milioni di presenze con un incremento del 22,8% rispetto al 2021. Tendenza positiva anche per Serra San Bruno: + 16,9% di pernottamenti rispetto al 2020.
In otto anni, inoltre, oltre 10 mila persone hanno scelto la cittadina vibonese quale destinazione turistica generando una spesa di quasi 4 milioni di euro. Certosa, Parco delle Serre e Santuario di Santa Maria nel Bosco in cima alla reputazione turistica.
Il 2022 segnerebbe un incremento dei flussi turistici in Calabria: oltre 6,5 milioni di presenze e poco più di 1,4 milioni di arrivi, con una crescita rispettivamente pari al 27,3% e al 22,8% rispetto all’anno precedente. Segnali in ripresa, dunque, per il settore turistico regionale anche se ancora al di sotto dei risultati registrati nel 2019, con un -31,3% di presenze e un -28,1% di arrivi. Effetto traino anche sulla spesa turistica che, in valore assoluto, supererebbe i 500 milioni di euro con un incremento del 5,4% rispetto al 2021.
Il borsino dei consumi turistici: Calabria nell’area medio-alta nelle scelte degli italiani. Nel 2022, la Calabria risulta tra le destinazioni turistiche a posizionarsi, nelle indicazioni di coloro che hanno dichiarato di trascorrere una vacanza in Italia (75,8%), in un livello di interesse medio-alto, in compagnia di Toscana, Trentino-Alto Adige, Marche, Sardegna e Friuli Venezia Giulia. Rilevante il livello di appeal, inoltre, della destinazione: circa 8 italiani su 10 che dichiarano di conoscerla esprimono il loro interesse a visitarla. Altrettanto significativo anche l’indicatore della fidelizzazione: il 93,9% degli italiani che si è recato in Calabria per una vacanza o per un viaggio, almeno una volta negli ultimi anni, ci ritornerebbe nuovamente.
L’agenda delle priorità: offerta sanitaria, informazione ai turisti e collegamenti. Tra i driver vincenti del livello di reputazione regionale figurano il clima, un buon rapporto prezzo/qualità dell’offerta, la risorsa mare. E, ancora, la ricchezza naturalistica dei parchi, la tradizione enogastronomica e l’innata accoglienza dei calabresi. Sul versante opposto, le principali criticità da affrontare con una programmazione consapevole, secondo gli italiani, riguardano l’offerta sanitaria, i servizi di informazione per i turisti, il potenziamento infrastrutturale e i servizi di trasporto.
E sul versante della promozione? L’agenda suggerita dal mercato non lascia spazio a dubbi: passaparola (30,1%), utilizzo strategico degli spazi pubblicitari offerti dalle Online Travel Agencies (19,6%) e l’impiego pianificato dell’attività di blogging e del social media marketing (18,5%).
Focus “Serra San Bruno”: flussi turistici in crescita rispetto al 2020. Quasi mille arrivi e oltre 1.800 presenze per il 2021. È questa la stima di Demoskopika sui movimenti turistici a Serra San Bruno con un incremento rispettivamente pari al 14,3% e al 16,9% rispetto al 2020. Quasi recuperato il gap con il 2019 per quanto riguarda gli arrivi (-8,9%) mentre risulta ancora rilevante lo scostamento rispetto ai pernottamenti del 2019 (-44,5%). I turisti stranieri pesano per circa il 20 per cento sul totale complessivo provenienti principalmente da quattro paesi: Austria, Francia, Germania e Svizzera. Sul versante italiano, la destinazione serrese è trainata prioritariamente dai calabresi (mercato interno), dai pugliesi, dai siciliani. E, ancora, da Lombardia, Lazio, Campania, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. Queste realtà di provenienza dei vacanzieri rappresentano ben l’82,8 per cento del totale dei turisti che hanno scelto Serra San Bruno per trascorrervi una vacanza.
Negli ultimi 8 anni, inoltre, il flusso dei clienti registrato nel complesso degli esercizi ricettivi nel territorio comunale di Serra San Bruno è stato pari a oltre 10.114 arrivi e 30.603 presenze, con un periodo medio di permanenza di 3,1 notti. Demoskopika, inoltre, ha stimato una spesa turistica generata per il territorio pari a quasi 4 milioni di euro.
Offerta ricettiva: indice di utilizzazione lorda, pari all’8,9%, certifica alto margine di miglioramento. Incrociando i dati relativi alle strutture ricettive (l’offerta) con i flussi turistici (la domanda), si possono ottenere informazioni importanti riguardo il grado di utilizzo delle strutture rispetto alla loro capacità ricettiva potenziale. Un valido metodo sintetico è rappresentato dall’indice di utilizzazione lorda di una struttura ricettiva, misura che rappresenta la probabilità che ha il generico letto di una struttura di essere occupato da un cliente durante il periodo di riferimento.
In particolare, l’indice di utilizzazione lorda di una struttura ricettiva è il rapporto tra i risultati, in termini di presenze, effettivamente conseguiti da quella struttura in un determinato periodo e le sue potenzialità massime teoriche che si ottengono moltiplicando i letti per i giorni del periodo considerato (anno, mese). Si tratta di un indice “lordo” in quanto è calcolato su una base di 365 giorni lavorativi all’anno. La base di calcolo di 365 giorni facilita i confronti temporali (diversi anni) e spaziali (con altre località turistiche), permette di effettuare alcune considerazioni in merito alla redditività delle imprese ma soprattutto fornisce una chiara indicazione riguardo l’utilizzo in percentuale delle strutture ricettive in relazione alle loro potenzialità. A bassi valori dell’indice di utilizzazione lorda corrispondono, infatti, un basso grado di sfruttamento delle strutture turistiche ovvero un alto margine di miglioramento.
L’ambito turistico comunale di Serra San Bruno registra un indice annuale di utilizzazione lorda di 8,9 punti percentuali pari a circa un terzo rispetto all’indice ricavato sia per l’ambito turistico provinciale (27,0%) che per quello complessivo regionale (25,6%).
Reputazione: svettano Certosa, Parco naturale e santuario di Santa Maria nel Bosco. Con circa 65 mila pagine indicizzate, oltre 13 mila like su Facebook, poco meno di 600 recensioni conteggiate su Tripadvisor e una media di apprezzamento dei visitatori sui siti culturali monitorati di quasi 9 visitatori su 10 (87,2%). Sono questi i numeri generati dagli attrattori osservati dall’indagine per costruire la reputazione turistica della “Destinazione Serra San Bruno” e sintetizzati dal Cultural Site Reputation Index di Demoskopika per il 2022. È la Certosa, con 112,8 punti, a conquistare la vetta della classifica risultando essere l’attrattore che più di tutti dimostra di godere della maggiore reputazione turistica. A seguire, con valori che non scendono al di sotto della “soglia psicologica” dei 100 punti, dunque con perfomance significativamente più meritevoli rispetto agli altri in direzione di una costante costruzione della destination reputation, si collocano il Parco Naturale Regionale delle Serre (110,5 punti) e il Santuario di Santa Maria nel Bosco (101,2 punti). A chiudere il ranking generale della web reputation serrese i rimanenti attrattori individuati: la Chiesa di Maria Santissima dei Sette Dolori (98,1 punti), la Chiesa di San Biagio, detta anche Chiesa Matrice (97,9 punti), il Museo della Certosa (95,6 punti) e, infine, la Chiesa dell’Assunta in cielo di Spinetto (95,0 punti) e la Chiesa dell’Assunta in cielo di Terravecchia (93,5 punti).
È quanto emerge dal Cultural Site Reputation Index per il 2022 ideato da Demoskopika, in grado di prospettare, il più fedelmente possibile, gli andamenti aggiornati degli orientamenti, dei comportamenti e delle richieste di informazioni online da parte degli utenti del web, turisti potenziali e reali consentendo un ranking dei principali “attrattori culturali” della città di Serra San Bruno attraverso la misurazione sul web di alcune direttrici ritenute “sensibili”: popolarità, appeal e qualità.
«La credibilità di un territorio – dichiara il sindaco di Serra San Bruno, Alfredo Barillari – orienta e condiziona ogni segmento di domanda turistica che, in linea con le proprie aspettative e smanioso di pianificare la vacanza nel miglior modo possibile, è significativamente attento a raccogliere informazioni per concretizzare il processo decisionale nella scelta della destinazione turistica. In questa direzione, il nostro impegno istituzionale è mirato, da un lato, a implementare e diffondere un modello di sviluppo sostenibile, in linea con i nuovi comportamenti di consumo turistico da parte degli individui e, dall’altro, – conclude Alfredo Barillari – a consolidare il sistema di accesso ai finanziamenti comunitari e nazionali per generare una programmazione turistica sul territorio più consapevole».
«Le esperienze, le opinioni e gli atteggiamenti dei turisti, nel processo di condivisione online, – commenta il presidente di Demoskopika, Raffaele Rio – rappresentano fattori determinanti nella costruzione della destination reputation. La reputazione di una destinazione turistica non è altro che la credibilità acquisita da un determinato territorio a seguito del costante interesse esperienziale web generato dai visitatori della destinazione. In questa direzione, uno dei principali fattori che concorre a trainare la destination reputation è rappresentato sicuramente dal patrimonio storico, culturale e artistico presente di cui ciascun territorio può disporre. A questo punto – ha concluso Raffaele Rio – è necessario sfruttare consapevolmente le risorse del PNRR per sostenere la ripresa del turismo dirigendo risorse anche verso aree individuate sulla base della concentrazione di un’offerta di servizi integrati e della capacità di attrarre le nuove tendenze di consumo dei turisti».