Rischio illegalità, Coopservice sotto il “guinzaglio” della prefettura di Cosenza

Il colosso emiliano che agisce anche in Calabria per pulizie e sanificazione degli ospedali (tra cui l'Annunziata) è considerato (anche su input dell'Anac) “sensibile” in materia di truffa e corruzione. Da qui la nomina, da parte dell'Ufficio di governo, di un temporaneo affiancamento e tutoraggio, una specie di amministrazione controllata. Allertati tutti gli enti in cui l'azienda agisce nell'ambito dei lotti Consip. Ecco il PROVVEDIMENTO

Un colosso nel settore delle pulizie e sanificazioni degli ospedali che ora deve essere “accompagnato”, controllato, monitorato temporaneamente dalla prefettura di Cosenza perché considerato a forte rischio illegalità in materia di truffa e corruzione.
È questo il clamoroso provvedimento emesso dalla prefettura di Cosenza, a metà tra genesi e input che arriva dall’Anac, nei confronti di Coopservice, il gigante emiliano che fa shopping in giro per il Paese di mega appalti per pulizie e sanificazione degli ospedali. Annunziata di Cosenza compresa e anzi per prima, prima e “maledetta” se è vero come è vero che proprio nel perimetro di Cosenza trova agio e ospitalità l’inchiesta della procura (ora tutti a processo) che è valsa a suo tempo una misura restrittiva domiciliare a carico di procuratori e dipendenti Consip. L’ipotesi è quella di presunta truffa e corruzione ma l’intervento cautelare preliminare di un giudice terzo (il gip) viene considerato grave e impegnativo dalla prefettura di Cosenza. Che emette il suo provvedimento di “controllo” e tutoraggio avvertendo di riflesso tutte le amministrazioni pubbliche interessate e coinvolte dall’appalto Consip cui hanno fin qui derito a beneficio di Coopservice, come l’Annunziata appunto ma in divenire e in sospeso anche altre aziende ospedaliere e Asp calabresi.
La prefettura di Cosenza, che applica il singolare e grave articolo 32 della legge 90 del 2014 (misure di straordinaria e temporanea gestione dell’impresa per fatti corruttivi) mostra quindi di voler entrare con coraggio in una materia delicatissima e dentro le viscere di un’azienda che fattura miliardi di euro. A tutela, evidentemente, delle pubbliche amministrazioni con cui Coopservice ha a che fare tenendo ben presente “l’allert” lanciato a quegli enti che ancora non hanno aderito al lotto Consip con Coopservice inevitabilmente dentro (i lotti 9 e 10 per più di 150 milioni di euro, Calabria intera compresa sia di ospedali che di Asp). Della serie, proviamo a garantire chi deve avere a che fare con Coopservice in attesa che altri enti ci riflettano, se farlo o meno. Una vera e propria amministrazione temporaneamente controllata per alcuni enti, e un “allert” per altri. E questo in simbiosi con Anac che sostanzialmente a questo voleva arrivare, trovando piena collaborazione nella prefettura di Cosenza.
Non è il primo dei clamorosi provvedimenti a carico di Coopservice, a proposito dell’inchiesta della procura di Cosenza per presunta truffa e corruzione. Di recente il Consiglio di Stato ha revocato a Coopservice, su ricorso della prima perdente, un appalto nella Liguria centrale proprio in virtù della «discutibile condotta morale» esercitata che è poi valsa misure restrittive da parte del gip di Cosenza. Il paradosso semmai è che mentre l’inchiesta della procura e i provvedimenti del gip hanno fatto proseliti in Consiglio di Stato, Anac e prefettura poco hanno potuto invece rispetto alla stessa Annunziata (teatro dell’ipotetico teatro) che ha prima prorogato l’appalto a Coopservice e poi aderito senza tentennamenti al lotto Consip che consegna pulizie e sanificazione al colosso emiliano per altri anni ancora. Ora interviene però la prefettura di Cosenza con il “tutoraggio” momentaneo per rischio illegalità in materia di truffa e corruzione. Ed è un intervento destinato ad incidere molto non solo e non tanto nei confronti degli enti con cui la Coop ha a che fare ma soprattutto con quelli che ancora non hanno aderito al lotto Consip (è il caso dell’Asp di Cosenza, ma non solo). Non è semplice decodificare come si comporteranno gli uni e gli altri.
Nel frattempo, a tutela di tutti, la prefettura di Cosenza nomina «il dott. Luca Littamè, nato a Conselve (Pd) l’8 agosto 1972, con il compito di svolgere funzioni di sostegno e monitoraggio della Coopservice. In particolare, l’esperto dovrà affiancare gli organi della Società, al fine di agevolarne il ritorno a parametri di piena legalità, a tutela della correttezza e regolarità di tutti gli appalti pubblici di cui Coopservice risulti affidataria, verificando, a tal fine, l’effettiva portata ed efficacia del modello di organizzazione, gestione e controllo di cui la Società si è dotata, anche in relazione all’espletamento di servizi a favore della Pubblica Amministrazione nell’esecuzione di rapporti contrattuali in essere (di seguito il provvedimento integrale)».
Un vero e proprio “guinzaglio” temporaneo anti illegalità emesso dalla prefettura di Cosenza al “collo” di Coopservice. Chissà come si determinanno di riflesso gli enti che hanno aperto le porte al colosso emiliano e quelli che avrebbero potuto o voluto farlo ma che fin qui non l’hanno fatto. Non è facile la decodificazione delle risposte ma è chiaro che diversi “fari” si sono accesi ormai…

ECCO IL DECRETO:

Decreto_def_Coopservice_misura_sostegno_e_monitoraggio_DL_90-2014_definitivo (1)

C.P.