La tragedia della piccola Ginevra, Occhiuto avvia un’indagine interna

«Non è vero che la Regione non ha posti di terapia intensiva pediatrica, all'Annunziata di Cosenza ve ne sono 6» tuona il presidente della Regione. Ma è mistero su queste unità perché avviate nel 2017 con Scura e Achille Gentile non sono poi mai state separate dalle terapie intensive ordinarie

Non ci sta Roberto Occhiuto e non potrebbe essere diversamente. Non è semplice da presidente di Regione e commissario alla sanità di Calabria incassare il doppio dolore, quello per la morte di una bimba di 2 anni colpita dal Covid e deceduta in “trasferta” e quello, persino più pernicioso, di vedersi sbattuta la solita Calabria in prima pagina che non è capace di salvare sul campo i suoi bambini salvo poi, in ritardo, provare a ricorrere ai “miracoli” del Bambin Gesù di Roma. Non ci sta Roberto Occhiuto e passa al contrattacco, non prima d’aver annunciato una immediata indagine interna…
«Siamo ovviamente sconvolti dalla vicenda della piccola Ginevra, la bimba calabrese di appena due anni deceduta a Roma a causa di gravi complicazioni causate dal Covid – commenta Occhiuto -. Tutta la comunità regionale si strige alla famiglia, in questo difficilissimo momento.
Ma in queste ore stiamo leggendo tante inesattezze, e corre l’obbligo di evitare una pericolosa disinformazione.
Non è vero che la Regione Calabria non ha posti di terapia intensiva pediatrica.
Presso l’ospedale di Cosenza ci sono 6 posti letto attualmente attivi: 4 per bambini con peso oltre i dieci chili, e 2 per bambini con un peso inferiore.
E nel corso del 2021, in Calabria, sono stati curati con ottimi risultati 38 bambini in terapia intensiva pediatrica.
Già da alcune settimane poi, in collaborazione con il Policlinico universitario di Catanzaro, la Regione sta lavorando per ampliare ulteriormente il numero dei posti letto in terapia intensiva, quelli in terapia intensiva pediatrica, e per abilitare per questi ultimi anche la ventilazione in Ecmo.
Quanto al dramma di questi giorni, purtroppo le condizioni della piccola Ginevra, da quanto appreso, sembravano davvero disperate, e per questa ragione è stato reso necessario il trasporto d’urgenza presso l’ospedale Bambino Gesù di Roma.
Su questo e sui passaggi precedenti al trasferimento fuori dalla Regione, ho avviato immediatamente, tramite il Dipartimento Salute della Cittadella, un’indagine per accertare i fatti ed eventuali responsabilità da parte del sistema sanitario regionale».
Quindi indagine interna anche perché, secondo Roberto Occhiuto, la Calabria ha in “pancia” le unità di terapia intensiva pediatrica e tutte (più o meno) presso l’Annunziata di Cosenza.
Ed è qui, come al solito, che rischia di incancrenirsi la vicenda che in questo caso si colora di tragico e che proviamo a ricostruire secondo le informazioni in nostro possesso, ovviamente al netto delle eventuali negligenze del momento che sono oggetto di indagini tra Catanzaro e Cosenza tutte da scoprire.
In effetti nel 2017 l’allora commissario alla Sanità di Calabria Massimo Scura e il direttore generale dell’Annunziata, Achille Gentile, danno seguito a quello che era poi un progetto fortemente voluto anche dalle aziende universitarie di Catanzaro. Dotare un ospedale hub delle unità regionali di terapia intensiva pediatrica. Scura e soprattutto Gentile vincono la “battaglia” sull’Annunziata, vero e proprio potenziale centro regionale di terapia intensiva pediatrica. Che si deve però dotare di personale complesso interamente dedicato alla pediatria, senza “contaminazioni” con le unità di terapia intensiva generale, quella per adulti per intenderci. Il decreto di Scura è il n. 89 del 2017, la battaglia la vince Cosenza con Achille Gentile al comando in collaborazione con il volere sostanziale delle università e del Pugliese. Arriva Scura a controllare i posti, viene individuato un responsabile e dato seguito agli acquisti. Inizialmente si rintracciano 2 posti in neonatologia, 4 i posti da creaare come hub regionale per i bambini. Dopo di che però, cambiata la regnanza sia regionale che soprattutto al vertice dell’Annunziata, il progetto cambia forma. E quello che manca alla realizzazione del progetto voluto da Scura e Gentile viene recuperato dalle terapie intensive ordinarie, quelle per adulti. La struttura era nata per essere autonoma e interamente dedicata alla pediatria. Negli anni, per ottemperare alle mancanze, s’è deciso di aggiustare di qua e di là il progetto con la terapia intensiva ordinaria, della serie se c’è posto e quando c’è posto. Anche il responsabile nominato a suo tempo è stato, cammin facendo, assegnato ad altro compito. Perché evidentemente non tutti hanno creduto al progetto.
Oggi l’Annunziata dice di non essere mai stata contattata nel corso della tragedia di Ginevra. Può darsi sia colpevolmente vero, sono in corso indagini di varia natura. Il punto vero semmai è capire se sarebbe cambiato qualcosa…

i.t.