Dagli studenti del Telesio di Cosenza arriva una bella lezione (per tutti…)

Emoziona ed inorgoglisce vedere la reazione “de-gli sfrattati” di “CASA TELESIO”, gli alunni del triennio che hanno dovuto lasciare la sede storica della loro scuola per carenza di spazi nell’edificio storico del Liceo Classico B. Telesio, che oggi ospita anche la scuola primaria e secondaria di primo grado del Convitto Nazionale, irriconoscibile nelle sue prioritarie finalità tra pullman con tanto di slogan che intralciano una viabilità già disagiata per lavori in corso, servizio mensa e divise dei bambini e rette dal sapore di disvelato sogno americano.
Davvero una bella lezione di civismo per il mondo degli adulti rimasti silenti, a parte poche sparute voci di dissenso, immediatamente messe a tacere, rispetto ad una scelta che dopo l’imposizione per mesi, di turni pomeridiani a studenti, famiglie e personale docente ed ATA, oggi ha palesato tutto lo scontento nutrito in questi mesi di attesa del disposto trasferimento.
Una protesta pacifica e nel pieno rispetto delle regole anti-covid quella che gli alunni del triennio del Liceo Classico B. Telesio, stanno conducendo in un momento difficile, insieme ai loro compagni cui invece è stato consentito di rimanere nella sede storica. Ragazzi che hanno mostrato di avere grande senso di appartenenza, che a più riprese avevano già comunicato il proprio dissenso per la scelta infelice del dirigente Iaconianni che, al contrario, non si è comportato esattamente come farebbe “un buon padre” in una famiglia in cui le scelte importanti si discutono e si condividono.
Finalmente il muro di silenzio e di rassegnata accettazione si è rotto: il re è nudo, grazie ai nostri figli, affermano alcuni genitori!
Quanti proclami pubblici sulle televisioni e giornali ha fatto in questi mesi il Preside, che nel tentativo di incensare una propria decisione non ha mancato di rassicurare la comunità “(…) i nostri studenti avranno a disposizione uno degli edifici più belli e funzionali della nostra Provincia”, apostrofando con tono sprezzante chiunque abbia provato a contraddire il suo pensiero o a far valere una posizione di segno contrario. Pur sapendo in qualche recesso della coscienza che la narrazione del “edificio monumentale” non convince e comunque non basta a realizzare il sogno di grandezza di trasformare il Liceo Classico Telesio in un college americano, senza mai chiedersi se quello fosse il sogno anche dei ragazzi e delle loro famiglie, iscritti in una scuola storica e di tradizione. Il dirigente del Telesio per mesi ha continuato ad affermare sui giornali e sulle pagine social, nella sua consueta attività di marketing e promozionale, il proprio positivo stupore nel vedere come questa nuova struttura abbia suscitato l’apprezzamento e l’interesse non solo degli allievi in corso ma anche di quanti stanno pensando di iscriversi al Liceo Bernardino Telesio, tuonando che il benessere dei “nostri studenti e del nostro personale viene prima di tutto”. A questo punto vien da chiedersi, il corpo docente approva la sua scelta? Si riconosce in quella scelta che è stata pubblicamente condivisa dal dirigente scolastico sui giornali, forse anche con un pizzico di malcelata supponenza istituzionale, con un “(…) mi preme chiarire che il cuore del Liceo, con il maggiore numero di classi, resterà nel vecchio edificio, mentre nel nuovo andranno solo alcune classi in base ad alcune valutazioni gestionali che farò con i miei più stretti collaboratori”.
Peccato che certe scelte in una scuola che voglia dirsi democratica ed espressione di civismo vadano partecipate nei modi e termini che più gli appartengono e non quale scelta autoritaria ed incomprensibile imposta alla comunità scolastica da una oligarchia dichiarata!
La scuola più antica della città barattata per fare largo al sogno che è solo nella testa di pochi e certamente del Dirigente Iaconianni ma che i fatti di oggi e la protesta in corso ha dimostrato non corrisponde alla realtà né istituzionale, perché a quanto affermato da alcune sigle sindacali di settore, non esiste un istituto omnicomprensivo Telesio, né in termini di condivisione o contentezza degli alunni del Liceo Classico B. Telesio. I ragazzi hanno pubblicamente segnalato delle carenze strutturali: scale di legno strette e difficili da utilizzare, bagni situati nel cortile e non nei piani dove sono state ubicate le aule, per cui i ragazzi devono percorrere molta strada per potervi accedere (tant’è che pare ci siano disposizioni dirigenziali per cui gli insegnanti debbano cronometrare il tempo che l’alunno impiega per andare in bagno e tornare in classe!), l’edificio scolastico è ubicato nel pieno centro storico con gravi e grandi difficoltà in caso di soccorso o di qualsivoglia altra emergenza… l’assenza della tanto decantata palestra.
Peccato, dunque, che la scrittura di un sogno che incide sulla vita dei loro protagonisti debba essere condiviso, è così proprio non è stato. Non è mai stato chiesto agli alunni, tampoco alle loro famiglie di esprimere se trovassero giusto questo cambiamento così radicale nella più totale trascuranza di una parola bellissima che ci insegna l’Europa: PARTECIPAZIONE!
Tutti zitti per timore delle ritorsioni…alunni, professori, genitori … il silenzio è stato rotto dai ragazzi.
Forse la scossa di terremoto di giovedì scorso ha mobilitato le coscienze più attive e reattive perchè ha visto tutti impreparati all’evento emergenziale e primo tra tutti il dirigente Iaconianni, evento che ha fatto rituonare la paura della congruità e correttezza dei lavori di adeguamento antisismico della struttura in cui sono state attualmente dislocate alcune sezione del Telesio. Forse che il terremoto di giovedì ha richiamato alla memoria, il piano di emergenza ed evacuazione per affrontare le situazioni di rischio nel modo più efficace e garantire la SICUREZZA in via prioritaria dei nostri ragazzi?
Ma del Piano di Emergenza dell’Istituto Canossiane non si è ancora mai parlato, gli alunni prima del trasferimento non sono stati preventivamente informati o forniti dei dovuti elementi conoscitivi per non rimanere impreparati in momenti drammatici come appunto il terremoto che, quando capita, determina panico e confusione. E giovedì scorso è stato proprio così … il terremoto ha colti tutti gli alunni, docenti e personale ATA impreparati in un edificio situato in un contesto storico davvero poco rassicurante. E’ necessario far presente che una scuola pronta al rischio, che è compito del Dirigente Scolastico valutare prioritariamente, deve informare preventivamente tutto il personale docente e non docente e gli studenti, sul comportamento da tenere nel caso di un allontanamento rapido dall’edificio scolastico… ma giovedì “gli adulti” erano tutti impreparati e confusi e i ragazzi “assembrati” in cortile senza capire quale via d’uscita poter percorrere e, nel panico e nella fretta, senza poter prestare qualsivoglia opportuna cautela anti-COVID.
Eppure dovrebbe ben sapere l’Ing Iaconianni da cosa dipende il rischio sismico che aumenta se l’edificio “supersonico” tanto declamato è situato nel bel mezzo di costruzioni dalla dubbia resistenza allo scuotimento di un’onda sismica!
I nostri ragazzi sono qui a reclamare che qualcuno tra le Istituzioni ascolti i loro reali desiderata, perché si passi finalmente “dai sogni di grandezza alla grandezza di un sogno”.

P. P.