Le terapie intensive (in più) che vengono da lontano…

Nel Dca 91 del 18 giugno del 2020 l'incremento di posti adottato dall'allora struttura commissariale. E che ora, pian piano, le Asp portano all'incasso...

E così finisce che la quarta ondata, in attesa ovviamente della quinta Omicron, esalta in “vetrina” il sopraggiungere in performance esaltante di posti di terapia intensiva nuovi di zecca che sopravanzano sulla fascia. Una specie di “miracolo alla calabrese”, uno di quelli che si adattano alla meglio alle declinazioni del virus. Della serie, muta lui (il Covid) e muta anche la regnanza che ora sì che si dà un gran bel da fare.
La “vetrina” è mediaticamente spendibile se non fosse però che il robusto incremento di posti di terapia intensiva inizia oggi a conoscere pezzi di “rami” su “radici” che però sono state piantate nell’ormai lontano 2020. Sul finire della prima e destabilizzante ondata Covid.
È nel Dca 91 del 18 giugno 2020 il “vangelo” dell’incremento di posti di terapia intensiva inserito nel più complesso riordino della rete ospedaliera regionale. Porta la firma dell’allora vertice della struttura commissariale, Cotticeli e Crocco. Un piano robusto per le intensive da implementare, come si può vedere in foto. Piano di riordino della rete ospedaliera approvato poi un mese dopo dal ministero della Salute. C’era Arcuri al vertice della più complessa struttura emergenziale nazionale ed è lui infatti che appalta i lavori che iniziano di lì a poco, siamo ad ottobre del 2020. Ci si affretta in vista della seconda ondata, che pareva essere l’ultima. Solo ora le Asp e le aziende ospedaliere iniziano a far “emergere” i primi posti in più di terapia intensiva che potrebbero essere decisivi così da scampare una scontata zona arancione dopo le feste. Posti in più che adesso pian piano conoscono la “luce”, all’alba del 2022. La genesi però, viene da lontano…

I.T.