Ispezione (drammatica) all’Annunziata

Uomini del ministero e del Nas rilevano criticità importanti all'interno dell'ospedale hub di Cosenza

Confusione organizzativa, mancanza di personale, mancanza di percorsi dedicati ai pazienti Covid, promiscuità nel pronto soccorso, mancanza di spazi e di presidi.
Ha “lineamenti” drammatici l’ispezione congiunta (uomini del ministero e del Nas) che ha riguardato l’ospedale hub di Cosenza, l’Annunziata. Un’ispezione che in tempi non da “guerra” (pandemica e persino politica) avrebbe comportato l’immediata rimozione dei vertici. Ma la sostanza quella rimane, per certi aspetti sconcertante. L’ispezione si è conclusa con la richiesta di alcune dettagliate relazioni che poi se vogliamo è l’anticamera da prassi per qualsiasi sviluppo possibile. In ogni direzione.
A corollario “iconografico” della gravità degli esiti ispettivi alcuni siparietti da “sanità da campo”, con gli ispettori che hanno rintracciato alcuni pazienti in pronto soccorso stazionanti da giorni quando non vi potrebbero sostare per più di 24 ore. Gli inviati del ministero hanno poi anche fatto accesso al software del pronto soccorso ed è qui che pare abbiano avuto più spunti per stropicciarsi gli occhi, evidentemente constatando che diversi pazienti hanno fatto ingresso in un giorno e ne sono usciti, se ne sono usciti, il giorno dopo se non l’altro appresso. Tutto questo, ovviamente, senza nulla togliere alla straordinaria abnegazione di tutto il personale medico e infermeiristico costretto semmai a sacrifici “biblici” all’interno di un hub sofferente di suo e per di più in piena quarta ondata Covid. Solo due medici per ogni turno quando ve ne dovrebbero sostare quattro, così da protocollo. Una situazione evidentemente critica con sanità garantita solo parzialmente, nel principale ospedale della provincia di Cosenza e uno dei più grandi e impegnativi del Mezzogiorno. Con criticità gestionali e amministrative in “pancia” che non mancheranno di provocare reazioni da parte dei vertici del ministero.

I.T.