Il giallo dei posti Covid prima “dell’arancione”

Più o meno al collasso gli hub regionali nel mentre il commissario Occhiuto annuncia riconversioni e letti (non di intensiva) in più. L'incremento però sta tutto (in gran parte non attuato) nel Dca 91 del giugno 2020. Venerdì la probabile cabina di regìa che “condannerà” la Calabria...

Ogni martedì la cabina di regia ibrida (ministero e Istituto superiore di sanità) prende a campione i dati Covid (e i parametri) che arrivano dalle Regioni. Dati ovviamente che sono le stesse Regioni a caricare in piattaforma. È il giorno standard, il martedì. Iconografico e riassuntivo del trend della settimana. Prima e dopo non conta molto, conta il martedì. Al venerdì poi, giorno in cui si tirano le somme, scattano le eventuali misure aggiuntive di restrizione. Se il Covid non rallenta miracolosamente in poche ore non ci sono molte vie per scampare alla zona “arancione” che prima della Befana è considerata certa per la Calabria. O si spalmano in più giorni i positivi e i tamponi (cosa che non è da escludere e che in tempi non sospetti è accaduta) o aumentano i posti letto. Altre vie non ce ne sono, i parametri quelli sono e la Calabria li ha abbondantemente superati tutti.
C’è una terza via, più razionale e ineluttabile. Accettare gli eventi e prepararsi saggiamente per la riscossa sanitaria e mediatica e chissà che non sia questa quella prevalente come “variante”.
E così ecco (di lunedì) l’annunciazione di posti Covid in più nei reparti. Non di intensiva, non si improvvisano poi del tutto dalla sera alla mattina. Ma posti Covid ordinari che naturalmente nell’attuale rete ospedaliera sono quasi tutti sold out, occupati.
È il commissario e presidente di Regione Occhiuto ad annunciare tempestivamente il “miracolo” nel corso di una cabina di regia in Cittadella, nelle stesse ore in cui fuori il pronto soccorso dell’Annunziata si accalcano nuovamente ambulanze in attesa di “sbarellare” pazienti Covid (nella foto scattata alle 18 la coda). «Grazie ad un lavoro iniziato la scorsa settimana, siamo riusciti ad aumentare i posti letto in area medica dedicati al Covid: si passa da 974 a 1042, con un incremento di 68 posti». Occhiuto va oltre nella sua annunciazione, nella sua “visone”… «Domani ci sarà una nuova riunione dell‘unità di crisi, e questa volta coinvolgerò anche i commissari delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere. Stiamo valutando di trasformare – in via eccezionale e per un determinato arco temporale – qualche ospedale in Covid hospital: nei prossimi giorni ci saranno approfondimenti in questa direzione. Allo stesso tempo, siamo pronti a riaprire in tempi brevi ospedali al momento dismessi come Covid hospital dedicati ai ricoveri non intensivi».
È il lunedì dei “miracoli”, ovviamente prima del martedì che può costare “l’arancione”. Più miracoli.
Il primo, riconteggiare i posti letti Covid ordinari che dovevano essere riconvertiti da tempo e che stanno stampati nel Dca 91 del 2020, a firma dell’allora struttura commissariale. Soggetti attuatori individuati nell’ottobre del 2020, poi non se n’è saputo più nulla. Qualcosa sarà stato riconvertito, azienda per azienda. Ma niente rispetto a quello già previsto e prescritto in un Dca di più di un anno fa e che ora “resuscita” nel suo contenuto come un “miracolo” contemporaneo. Non l’unico però.
L’altro è rinchiuso nel riadattamento di ospedali dismessi in presidi Covid. Presidi inguardabili dal punto di vista infrastrutturale a partire dalle tubature e dai rifornimenti gas per i respiratori. Si riuscirà in pochi giorni ad adattarli niente di meno che all’accoglienza dei pazienti Covid non ancora così gravi da finire in terapia intensiva?
Ci sarebbe un terzo “miracolo” poi, questo legato all’individuazione del personale. «Ci sarebbe, ne siamo consapevoli – ammette Occhiuto – il problema del personale sanitario, e per questo motivo il direttore generale del dipartimento Salute della Regione, Iole Fantozzi, ha scritto ai commissari provinciali al fine di predisporre specifici avvisi per assumere nel più breve tempo possibile giovani specializzandi pronti a prendere servizio, affiancati da colleghi con più esperienza, per fronteggiare questa emergenza».
Cercasi quindi personale, non per forza qualificato, da inquadrare magari a tempo determinato (le vecchie assunzioni previste da altri Dca sono rimaste lettera morta) e a mani nude contro il Covid. Non si prevede molta fila allo sportello. Per molto meno ne hanno avvistata di più nei pressi di un call center…

P.W.