Mai pagati da marzo i medici vaccinatori dell’Asp di Cosenza

Senza un euro il personale in organico all'azienda sanitaria che ha prestato servizio straordinario (80 euro all'ora) su indicazione dei distretti sanitari. Più o meno un milione di euro la cifra prevista (e stanziata) per tutte le linee vaccinali della provincia

Hanno prestato servizio straordinario da marzo fino ad oggi, senza soluzione di continuità. Inoculando migliaia e migliaia di fiale di vaccino anti Covid-19, talvolta a domicilio e nei centri più sperduti. C’è anche chi lo ha fatto dalle 8 di mattina alle 8 di sera, naturalmente nelle giornate comprese al di fuori del proprio orario di lavoro ordinario. Ma a due passi dalla fine del 2021, l’anno delle “fiale della speranza”, della guerra da combattere finalmente con un’arma in mano, nessuno di loro ha ricevuto da marzo il becco di un euro sul proprio conto corrente.
Sono, quelli ancora a bocca asciutta in termini di euro, i medici vaccinatori dell’Asp di Cosenza e che cioè hanno operato all’interno del territorio provinciale e in forza alle 98 linee vaccinali sparse da Praia a Mare a Campora, da Rocca Imperiale a Cariati, da Mormanno a San Giovanni in Fiore passando per le aree urbane piccole, medie e grandi. Senza sosta né “pentimento” alcuno e anzi spesso e volentieri affrontando a “mani nude” i primi ibridi mesi della campagna vaccinale tra reticenze e sospetti quando non proprio ostilità. Per loro, per i medici vaccinatori fin qui a bocca asciutta, previsto un costo straordinario (cioè inteso al di fuori del normale orario di lavoro) di 80 euro all’ora (50 per gli infermieri, anche loro a quanto risulta a bocca asciutta).
La “bibbia” di tutta l’operazione logistica e finanziaria è diventata in corso d’opera (cioè nel mentre si vaccinava a “manetta”) la delibera dell’Asp di Cosenza dell’8 giugno. Dove si definiscono i budget e anche i criteri di selezione del personale medico chiamato alla vaccinazione di massa. I nomi dei medici dipendenti a tempo indeterminato li seleziona il dipartimento Prevenzione dell’Asp e i responsabili di distretto, naturalmente tenendo conto del monte ore disponibile in base al finanziamento concesso per la copertura di tutte le 98 linee vaccinali sparse in provincia di Cosenza. Su disposizioni dell’Ufficio del commissario alla sanità di Calabria viene concesso, per l’occazione, un finanziamento complessivo di 1.097.088,34 euro, 11.194,78 euro il tetto di spesa per ognuna delle 98 linee vaccinali della provincia.
Somma compessiva poi leggermente rideterminata al ribasso (1.033.283 euro, frutto di un ricalcolo dell’Ufficio del commissario).
Conosciuto il finanziamento complessivo, disegnato il budget massimo per ogni linea vaccinale, s’è poi proceduto anche alla determinazione finanziaria per ogni singolo distretto sanitario dell’Asp di Cosenza per cui s’è stabilito che il distretto Cosenza-Savuto deve avere 264.500,21 euro, Esaro-Pollino 147.112,03 euro, Ionio 205.622,81 euro, Tirreno 174.925,81 euro e Vallecrati 241.122,15 euro. Questa la cifra per ogni distretto da destinare poi alle singole linee vaccinali e da qui ai singoli medici che hanno prestato servizio straordinario alla cifra di 80 euro all’ora.
Ma fin qui, nonostante migliaia e migliaia di vaccini inoculati, il conto corrente dei camici bianchi “piange” nonostante nelle delibere si sia data per acquisita la linea di finanziamento concessa dall’Ufficio del commissario alla sanità di Calabria e nonostante l’Asp stessa abbia dato mandato ai singoli distretti e al dipartimento Prevenzione di «provvedere alle liquidazioni delle prestazioni aggiuntive rese dal personale sanitario nei centri vaccinali». Vaccinandi e fin qui gratis, i medici vaccinatori dell’Asp di Cosenza. O perlomeno la stragrande maggioranza di loro. Residuale la possibilità che ci sia stato fin qui qualcuno più “fortunato” degli altri in termini di euro sul conto. Sarebbe, questo, tutto un altro discorso…

P.W.