‘Ndrangheta nel Vibonese, il boss Peppe ‘Mbrogghia libero dopo 25 anni

Lo riporta la Gazzetta del Sud. Il nipote del “capo dei capi” Luigi Mancuso era stato condannato all’ergastolo ma la pena, successivamente, è stata tramutata in 30 anni

Il boss di ‘ndrangheta Peppe Mancuso, detto Peppe ‘Mbrogghia, torna libero oggi, giovedì 25 novembre 2021. A darne notizia la Gazzetta del Sud che nell’edizione di oggi ricostruisce la sua storia e la sua figura, da quando il 29 aprile del 1997 venne arrestato dopo circa quattro anni di latitanza. Dopo poco meno di 25 anni, quindi, le porte del carcere di Cuneo si apriranno per il 72enne di Limbadi nipote del “capo dei capi” Luigi Mancuso e zio del pentito Emanuele Mancuso. In passato indicato nell’elenco dei 30 ricercati più pericolosi, torna in piena libertà dopo aver scontato la pena inizialmente dell’ergastolo, ma successivamente tramutata in 30 anni, nel processo scaturito dall’inchiesta della Dda di Reggio Calabria denominata “Tirreno“. Peppe Mancuso viene considerato dagli inquirenti, per il periodo in cui era libero, a capo dell’ala militare della potente cosca di Limbadi. Diversi i pentiti che l’hanno citato nel maxi processo Rinascita Scott in corso nell’aula bunker di Lamezia anche, tra le altre cose, perchè avrebbe picchiato – secondo quanto riferiscono i collaboratori di giustizia – l’avvocato ed ex parlamentare Giancarlo Pittelli.