Covid, dopo mascherine si indaga su camici e tute: nei guai imprenditore calabrese

Un sequestro preventivo per oltre 700 mila euro è stato disposto dal Gip di Cagliari nei confronti di una società con sede a Reggio Calabria

Dopo le mascherine, anche i camici e le tute. Un sequestro preventivo per oltre 700 mila euro è stato disposto dal Gip di Cagliari nei confronti di Renato De Martin, 60 anni, amministratore unico della Delmar Hospital srl, società con sede operativa a Reggio Calabria e base legale a Roma, nell’ambito dell’inchiesta della Procura del capoluogo sardo sui dispositivi di protezione sanitarie contro il Covid acquistate dalla Regione Sardegna.
La prima inchiesta era esplosa nell’ottobre dello scorso anno con l’arresto dell’impreditore, finito ai domiciliari con l’accusa di frode in pubbliche forniture. Poco tempo dopo l’uomo era stato scarcerato per decisione del Tribunale di Cagliari, a cui si erano rivolti i suoi avvocati, ottenendo l’annullamento della misura cautelare. In quell’occasione venne contestata la fornitura di 4 milioni di mascherine pagate dalla Regione sarda. Stessa contestazione a cui fa riferimento il sequestro preventivo chiesto e ottenuto ora dal pm Giangiacomo Pilia in questo secondo filone d’indagine, questa volta relativo all’acquisto di camici e tute che, per l’accusa, non sarebbero stati corrispondenti a quanto pattuito con l’Ente appaltante, poiché non conformi ai requisiti previsti dalla normativa comunitaria e nazionale regolante il particolare settore.
In più sia a Renato De Martin che alla Delmar Hosptial la Procura ipotizza il reato di truffa. Secondo i conteggi svolti dagli investigatori della Guardia di Finanza i camici e le tute non rispondenti ai requisiti di legge ammonterebbero a 714.365 mila euro. Da qui il sequestro di conti e somme sino a quest’importo.