Sanità, quell’appalto Consip per “pulire” meno e costare (molto) di più…

Il caso del lotto per igienizzare gli ospedali di Calabria. Solo per i presidi del Lametino (Lamezia Terme e Soveria Mannelli) un aumento di spesa del 32% all'anno. Il ruolo forte (e chiacchierato) di Coopservice...

Fornire meno e costare di più, ma molto di più. È il paradosso delle gare Consip, i lotti nazionali assegnati dal “gigante” delle stazioni appaltanti che interviene quando su scala locale Regioni o Asp non riescono (magari perché non vogliono) a bandire gare per specifici capitolati. Ed è qui, più o meno fatalmente ma quasi mai casualmente, che si infila il “gigante” Consip che non aspetta altro, del resto. Spalmare giganteschi appalti in giro per il Paese che quasi sempre poi finiscono nelle disponibilità dei colossi delle fatture. Quelle generose, quelle che ce n’è per tutti i gusti, all’occorrenza. Senza confini di importi né di latitudine.
Fornire meno e costare di più, molto di più. Anche se a pagare è chi se la passa peggio di tutti. Il paradosso Consip, quando entra nelle “tasche” della già disgraziata salute di Calabria, fa ancora più notizia anche perché Asp e aziende ospedaliere sono quasi tutte commissariate e con un’unica mission nella tasca della giacca, spendere sempre meno a fronte di un miglioramento qualitativo e quantitativo delle forniture acquistate. Esattamente il contrario invece rispetto a quanto accaduto per il super lotto delle pulizie negli ospedali calabresi, quelli di pertinenza Asp così come quelli sotto l’egida di aziende ospedaliere. Un vero e proprio “colpo Consip” a cui ci si arriva dopo che la Sua (la stazione unica appaltante calabrese) ha fatto orecchie da mercante non mettendo a gara un appalto che poteva già andarci da almeno un anno. Figurarsi Asp e aziende ospedaliere. Le Regioni più virtuose e senza debiti sanguinari in sanità, tanto per capirci, non ci vanno in Consip. Toscana, Emilia, Lombardia fanno da sé e puntano al risparmio. Ma tant’è, tra decreti Calabria a libera interpretazione (il blocco poi revocato delle gare bandite da stazioni appaltanti regionali) il tutto finisce inesorabilmente poi nelle grinfie di Consip. Dove tutto “lievita”, anche di molto.
È il caso, ma è solo una “ciliegina” indicativa questa, dei presidi del Lametino, quello di Lamezia Terme e di Soveria Mannelli.
Siamo nella “contea” dell’Asp di Catanzaro, al comando la terna commissariale guidata dal prefetto Luisa Latella con Musolino e Gulli di supporto. Il super appalto Consip “lievita”, come costi, da 135mila euro a 200mila euro al mese, euro in più, euro in meno. Si tratta di attività di pulizia e sanificazione e gestione dei blocchi operatori. Si dirà, la logica almeno vorrebbe questo, per pulire meglio e di più e magari per avere in cambio ancora la fornitura gratuita del cosiddetto materiale economale (carta igienica, asciugamani, sapone). Sulla carta, ma molto sulla carta, a carico di chi detiene l’appalto. E invece niente di tutto questo, con buona pace per i criteri inderogabili di economicità e produttività cui debbono attenersi i vertici (ancor più se commissariati) di Asp e ospedali. Al contrario, per le corsie di Lamezia e Soveria da pulire e igienizzare, è previsto un aumento dei costi del 33% su base mensile a fronte (udite, udite) di una fornitura tecnicamente inferiore (intervento medio di 5 giorni su 7 rispetto ai 7 su 7 per le aree ad alto rischio). E carta igienica e asciugamani e sapone in omaggio, come di consueto? Manco a parlarne. Si farà una “fatturina” a parte per questo, così il “lievito” può “lievitare” ancora.

Siamo nel “regno” Consip, del resto. “Gigante” (su mandato) delle stazioni appaltanti quando quelle regionali non vogliono, non sanno, non fanno, non possono. E per svariate ragioni. E se “gigante” è Consip figurarsi se non lo è chi si aggiudica i lotti, come quello delle pulizie che “lievitano” in fattura ma non in termini di sapone. Come definire altrimenti Coopservice, colosso emiliano che con secchio e spugna (non gratis) è protagonista della “ciliegina” dell’esempio Lamezia e Soveria Mannelli (solo un esempio, appunto). Suo l’appalto in questione. Abituata sempre in grande, Coopservice. In tutto. Nei numeri ma anche nelle disavventure. Negli inciampi. Come quello giudiziario in cui è incappata a Cosenza, dove ha già conosciuto e sta conoscendo le “fatiche” per la sanificazione dell’Annunziata. Appena una “distrazione” e la procura indaga e chiede il processo per 12 (tra vertici dell’azienda, lavoratori e funzionari dell’ospedale). “Malpensanti” con la toga ipotizzano truffa aggravata ai danni dello Stato e frode nelle pubbliche forniture. Chissà. L’inquisione ha i suoi tempi e figurarsi il giudizio. Certo quando non si “asciuga” bene per terra poi in qualche modo si rischia sempre di “scivolare”…

I.T.