Sul filo del “giallo”, ma è giallo (vero) sui tamponi…

La Calabria ancora una volta in bilico in vista del possibile cambio di colore al tavolo del venerdì. Nel mentre è mistero sui tamponi caricati in “eccesso” sulla piattaforma dell'Iss

Non è difficile intravedere un altro venerdì di passione all’orizzonte. Con la Calabria ancora una volta al “tavolo” dei colori con il fiato sospeso. A metà, ancora una volta, tra un colore e l’altro. C’è attesa infatti per il possibile (ma tecnicamente non probabile) passaggio in zona gialla, ammesso che di effettiva zona arancione si possa ancora parlare dal momento che anche nei centri in zona rossa (come Montalto) non esiste l’ombra di un controllo e anche le attività commerciali sono pressocché tutte aperte. Sulla carta il parametro finale per la valutazione dovrebbe essere stato completato oggi, con i dati. Con l’ospedalizzazione misurata fino al martedì (sotto soglia di poco le terapie intensive in Calabria mentre ancora sopra soglia l’occupazione di posti letto nei reparti) e i parametri di contagio chiusi al mercoledì. E in questo settore la Calabria fa registrare indubbiamente dei miglioramenti su base percentuale di positività, con un calo netto e anche traumatico dal 14 e 15% delle settimane precedenti all’8 e persino al 6% delle ultime ore. Un calo così repentino che ha generato qualche comprensibile dubbio dal momento che è questo per solito un parametro tanto delicato quanto raramente variabile in così poco tempo. E qui si infila con estrema comodità un altro dei misteri di Calabria, ancora una volta fornito dall’avvocato cosentino Antonio Ciacco ormai cultore della materia in riferimento al censimento di dati Covid.
È presente una forte anomalia tra il numero dei tamponi effettivamente caricati sul sito delle Asp, su base regionale, e quello che poi viene tramesso in piattaforma Iss quotidianamente e che poi finisce nel bollettino nazionale della Protezione civile. Tutti i giorni da un bel po’ di tempo a questa parte i numeri non tornano e sono sempre di più, i tamponi, quelli che figurano a Roma rispetto a quelli che compaiono nel sito delle Asp. Ma il numero dei tamponi che fa fede è solo e soltanto quello caricato in piattaforma nazionale e che viene pubblicato dalla Protezione civile. È questo il dato che fa la percentuale di positività che a sua volta è elemento essenziale per il cambio dei colori settimanali. E più alto è il numero dei tamponi caricati su piattaforma nazionale e più bassa diventa la percentuale di positività, meno crudo insomma viene “immortalato” il Covid. Nell’ultimo giorno di rilevamento, addirittura, le Asp non caricano affatto il numero di tamponi giornalieri e compare direttamente quello in piattaforma nazionale, più di 4200, un numero alto rispetto ai 286 positivi riscontrati. Ma saranno stati fatti davvero oggi 4200 tamponi? La domanda è più che lecita perché ogni giorno il numero dei tamponi inviati a Roma è diverso, e superiore, rispetto a quello censito dalle Asp.
Ad aprile sono stati caricati su piattaforma nazionale 104.952 tamponi dalla Calabria mentre nello stesso arco di tempo le Asp danno conto di 89.409 tamponi realmente effettuati. Una differenza di 15.543 tamponi, ben il 17,4%. Solo due giorni fa la Regione carica in piattaforma 2400 tamponi circa mentre le Asp ne contano 1750. Perché questa importante differenza quotidianamente riscontrata?
La Regione nel bollettino quotidiano mensiona sempre che ad uno stesso soggetto possono essere effettuati, da inizio pandemia e cioè da più di un anno a questa parte, più tamponi. Finiscono anche questi regolarmente lo stesso nel bollettino? Ma sono tamponi tecnicamente nuovi e cioè per nuovi soggetti o sono dei “doppioni? Oppure è da rintracciare in altre motivazoni questa importante discrasia? O c’è dell’altro ancora, che magari ha a che fare con il “cambio” dei colori..?

I.T.

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