Scacco matto a Lombardi

Vicenda Terme Sibarite: l'Anac blocca le nomine per 3 mesi e si reinsedia l'amministratore uscente Lione

La vicenda Terme Sibarite di Cassano Jonio, la SPA di proprietà regionale, continua a riservare colpi di scena. Nei giorni scorsi abbiamo anticipato i contenuti della delibera con la quale l’Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC), nell’ambito di un procedimento avviato a settembre 2020 da un esposto del Comune di Cassano Jonio, deliberando l’inconferibilità di quell’incarico, ha bocciato la procedura seguita dalla Regione Calabria per la nomina del nuovo amministratore unico della storica stazione termale, l’avvocato cassanese Francesco Lombardi (si mormora uomo dell’assessore Gianluca Gallo), all’epoca anche consigliere comunale e che, stando a quanto già verificato in casi analoghi, potrebbe adesso essere anche chiamato a restituire gli emolumenti ricevuti sin dalla nomina, dichiarata nulla ab initio.

Da ieri è disponibile sul sito ufficiale delle stesse Terme Sibarite, così come su quello della Regione e della stessa Anac, il testo integrale (6 pagine) della delibera (la numero 386 del 27 aprile) nella quale si legge tra l’altro che i componenti dell’organo (ovvero la Regione Calabria) non possono per tre mesi conferire tutti gli incarichi di natura amministrativa di loro competenza ricadenti nell’ambito di applicazione del decreto 39/2013 (Disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico). Cosa significa in concreto? Che la Regione Calabria viene sanzionata con una inibitoria a conferire incarichi da qui ai prossimi tre mesi almeno? Se così fosse, la grana di cui parlavamo ieri sarebbe ancora più grave e pesante per la Giunta Regionale di fatto immobilizzata quasi fino al voto di ottobre prossime, proprie sulle nomine ed a causa della forzatura fatta o subita (?) sulle Terme di Cassano.

Aveva ragione l’amministratore uscente Domenico Lione. Era stato lui contestare sin da subito la nomina di Lombardi, infatti, nel corso dei lavori dell’assemblea ordinaria del 6 luglio 2020, convocata per l’approvazione del bilancio 2019, alla presenza del socio unico, ovvero la Regione Calabria. L’uscente non confermato censurava l’illegittimità della procedura, in violazione dello stesso regolamento regionale sulle nomine e le designazioni di competenza del Presidente della Giunta Regionale nelle società a partecipazione regionale e nelle fondazioni regionali. In sostanza, richiamando anche alle conseguenti responsabilità erariali in capo agli organi cui spettava la designazione dell’organo amministrativo, Lione sosteneva che quella nomina era avvenuta senza l’esperimento della prescritta procedura di evidenza pubblica mediante la pubblicazione di un avviso per selezionare le candidature. Una deliberazione regionale viziata due volte: sia sotto il profilo della nullità del conferimento dell’incarico di amministratore unico al consigliere comunale Francesco Lombardi (incarico non conferibile proprio perché consigliere comunale); sia sotto il profilo della tutela dello stesso Lione, sul piano personale e patrimoniale, innanzi ad una concreta ipotesi di responsabilità civile, penale, amministrativa ed erariale. E sulla base di queste motivazioni, è stato quindi adito il Tribunale di Castrovillari, con procedura d’urgenza, il quale però a distanza di quattro mesi ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla questione della inconferibilità e illegittimità di quella nomina regionale alla Terme Sibaritide Spa, indicando come competente il Tribunale delle Imprese presso il quale i ricorrenti hanno riassunto la causa, tutt’ora pendente.

E ora la situazione adesso si capovolge. Ora che l’Anac ha bocciato la nomina del suo successore e la dichiara nulla ab initio assieme a tutti i provvedimenti emessi, Lione ritorna amministratore in prorogatio, alla luce della dichiarata nullità dell’incarico conferito al Lombardi dalla Giunta Regionale. Almeno, questa, è la tesi sostenuta dai legali dello stesso Lione il quale, dopo aver formalizzato ieri una diffida verso chiunque dal compimento di qualsivoglia atto in nome e per conto delle Terme Sibarite Spa, indirizzata alla Regione Calabria (dal presidente facente funzioni Spirlì all’assessore al ramo Orsomarso, dal responsabile prevenzione corruzione e trasparenza ai dipartimenti attività produttive e segretariato generale) ed alla stesse Terme Sibarite Spa, accompagnato dal suo avvocato stamani si è recato presso gli uffici della stazione termale a Cassano, insediandosi – si legge nel verbale sottoscritto alla presenza del direttore della struttura – quale amministratore unico della Spa per lo svolgimento della sola ordinaria amministrazione sino alla corretta ricostituzione dell’organo amministrativo nelle forme di legge.

Cosa succederà ora? Come si determinerà la Regione Calabria? Confermerà la permanenza di Lione, re-insediatosi stamani o vi sarà una vacatio, atteso che non sarebbe possibile effettuare nuove nomine per ovviare alla decadenza di Lombardi? Ma soprattutto chi risponderà di quanto accaduto? Una questione che di sicuro farà registrare nuove evoluzioni. Per adesso una pessima figura per la massima istituzione regionale, richiamata all’ordine dall’Anti Corruzione.

A.R.