‘Ndrangheta, processo ai clan crotonesi: 43 condanne e 17 assoluzioni

Prime condanne in abbreviato nel procedimento scaturito dalle indagini “Malapianta” e “Infectio Core Business”. Disposti anche 3 “non luogo a procedere”

Si è concluso il primo grado, in abbreviato, del processo scaturito dalle operazioni “Malapianta” e “Infectio Core Business“: due importanti indagini che nel 2019 hanno duramente colpito le cosche di ‘ndrangheta Mannolo, Zoffreo e Trapasso di San Leonardo di Cutro, nel Crotonese. Colpite anche le loro ramificazioni nel resto d’Italia, in particolar modo in Umbria. Il gup del Tribunale di Catanzaro, Gabriella Logozzo, ha inflitto 43 condanne e deciso 17 assoluzioni (a cui si aggiungono 3 non luogo a procedere).

Alla sbarra sono finiti 63 imputati, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, narcotraffico, estorsioni, usura, porto e detenzione illegale di armi, intestazione fittizia di beni, reati tutti aggravati dalle modalità mafiose. La procura distrettuale antimafia aveva chiesto 59 condanne. Confermato, dunque, il teorema accusatorio così come le richieste di condanna per gli appartenenti alla cosca che aveva investito nello traffico di droga i guadagni delle estorsioni e dell’usura ai danni di attività commerciali e turistiche della costa al confine tra le province di Crotone e Catanzaro.
In particolar modo l’indagine denominata Malapianta, culiminata in un blitz con arresti il 29 maggio 2019, è stata resa possibile grazie al coraggio di una delle vittime delle estorsioni, l’imprenditore Giovanni Notarianni titolare del villaggio turistico Porto Kaleo, che si è ribellato alla cosca e ha chiesto aiuto allo Stato. L’organizzazione di San Leonardo di Cutro, infatti, da anni esercitava la sua criminale influenza sulla gestione dei villaggi turistici nel territorio, obbligati all’assunzione di lavoratori vicini alla consorteria ‘ndranghetista nonchè ad acquistare beni e servizi da fornitori anch’essi graditi al clan. L’operazione Malapianta ha rivelato che la cosca di San Leonardo agiva in rapporti di dipendenza funzionale con la cosca Grande Aracri egemone sulla provincia versandole le ‘royalties’ per l’autorizzazione del pizzo.
Il gup ha disposto: 8 anni di reclusione per Sherif Arapi; 14 anni per Antonio Barbaro; 4 anni e 8 mesi e 8mila euro di multa per Domenico Basile; 10 anni per Antonio Bevilacqua; 1 anno e 3mila euro di multa per Ilirjan Kali; 3 anni e 6mila euro per Alessandro Caputo; 4 anni e 18mila euro per Giacinto Castagnino. Le altre condanne riguardano invece: Fabrizio Conti, 7 anni e 8 mesi; Antonio Costantino, 1 anno, 6 mesi e 4 mila euro di multa; Giuseppe Costantino, 1 anno, 4 mesi e 4mila euro di multa; Mario Cutrì, 14 anni; Mario De Bonis, 7 anni, 4 mesi e 10.200 euro di multa; Mario Falcone, 4 anni e 4mila euro di multa; Sandro Forin, 3 anni, 4 mesi e 4mila euro di multa; Ambra Germini, 1 anno, un mese, 10 giorni e 400 euro di multa; Pasquale Gentile, 20 anni; Cosimo Manetta, 11 anni e 8 mesi; Daniela Mannolo, 3 anni, 4 mesi; Dante Mannolo (classe 68), 9 anni e 4 mesi; Dante Mannolo (classe 79), 6 anni, 8 mesi e 6mila di multa; Giuseppe Mannolo, 19 anni e 10 mesi; Fabio Mannolo, 5 anni, 4 mesi e 4mila euro di multa; Lucia Mannolo, 10 mesi e 20 giorni; Mario Mannolo, 20 anni; Pasquale Mannolo, 10 mesi e 20 giorni; Vincenzo Antonio Mazzeo, 5 anni e 4 mesi; Antonio Mercurio, 3 anni, 6mesi e 20 giorni; Walter Nardoni, 4 anni, 2 mesi, 20 giorni e 6mila di multa; Elio Passalacqua, 11 anni e 4 mesi di reclusione; Francesco Passalacqua, 10 anni, 2 mesi e 20 giorni; Leonardo Passalacqua, 11 anni e 8 mesi di reclusione; Luigi Pignanelli, 9 anni e 6 mesi; Alessandro Perini, 11 anni e 8 mesi; Nicola Perri, 11 anni e 6 mesi; Gregorio Procopio, 10 anni; Luigi Raso, 12 anni; Emiliano Regni, 5 anni e 8 mesi; Domenico Ribecco, 10 anni; Francesco Ribecco, 9 anni e 4 mesi; Natale Ribecco, 15 anni e 4 mesi; Francesco Valentini, 7 anni e 4 mesi; Fiore Zoffreo, 20 anni; Leonardo Zoffreo, 18 anni.
Sono stati assolti: Giuseppe Affatato; Leonardo Bevilacqua; Francesco Procopio; Assunta Cardillo; Concetta Cirillo; Salvatore Crugliano; Antonio Procopio; Piero Scerbo; Pietruccia Scerbo; Roberto Taverna; Olindo Verrico; Bassirou Diakhate; Florin Dumetru Gavitescu; Antonella Passalaqua; Antonio Caterisano; Rosina Levato e Sauro Passeri. Non luogo a procedere nei confronti di Antonio Iannone e Caterina Iannone per intervenuta prescrizione, e per Francesco Lobello per morte sopravvenuta.