Vaccinazioni, esposto in Procura

A presentarlo Pino Scarpelli, segretario regionale del Partito della Rifondazione comunista. Evidenziate una serie di criticità della campagna di vaccinazione anti covid della regione Calabria

Esposto in Procura di Pino Scarpelli, segretario regionale del Partito della Rifondazione comunista. Scarpelli ha deciso di presentare l’esposto per le criticità della campagna di vaccinazione anti covid della regione Calabria.

Nel testo chiede di “controllare e vigilare sulla reale predisposizione e attuazione del piano vaccinale regionale e di accertare eventuali responsabilità in merito a ritardi e a possibili vaccinazioni a soggetti non necessitati”. Un esposto presentato in occasione della giornata europea di mobilitazione indetta dalla campagna “Diritto alla cura – Nessun profitto sulla pandemia”. Nel testo Scarpelli chiede “all’autorità giudiziaria di accertare le violazioni; qualora esse risultassero veritiere, ne conseguirebbe che le disposizioni impartite con il Piano vaccinale ministeriale sarebbero state totalmente disattese dalle autorità sanitarie Locali e Regionali e palesemente a danno di tutte le categorie di persone che sono più a rischio di contagio”.

Scarpelli chiede al Procuratore della Repubblica i motivi per cui “in alcuni comuni si è avviata la vaccinazione dei cittadini ultraottantenni, mentre in altri ciò non sia ancora avvenuto; i motivi del ritardo nella vaccinazione dei cittadini calabresi, e per le ragioni sopra esposte, delle eventuali vaccinazioni ai soggetti non allo stato necessitati”.

Chiede poi “se è stato predisposto un piano vaccinale regionale e, in caso positivo, se è stato rispettato quanto in esso previsto, anche in ragione di quanto sopra esposto” e chiede inoltre di avviare le verifiche e “qualora si riscontrassero reati penali al riguardo, di agire nei confronti di tutti i responsabili, a salvaguardia dei diritti garantiti costituzionalmente ai cittadini del territorio e, nel caso specifico, a quelli calabresi, che non appaiono tutelati in aderenza alle vigenti norme sanitarie in materia”.

Le criticità cui fa riferimento il segretario regionale sono diverse come la “mancata reale programmazione delpiano vaccinale che, pur se esistente sulla carta, di fatto costituisce un evidente abuso in termini di utilizzo del vaccino stesso, che tra l’altro risulta anche poco approvvigionato nel territorio de quo”.

Scarpelli prosegue scrivendo che a questo problema si aggiunge “la vaccinazione costituisce e appare un favore per alcuni, che non dovrebbero godere allo stato e per legge di tale intervento, per dare spazio a categorie diverse e necessitate, innescando una evidente disparità di trattamento ed ancora reati penali di notevole rilievo”.

Fa quindi riferimento a quelli che definisce “fenomeni di malasanità”: “le vaccinazioni potrebbero essere effettuate a taluni e non alle persone necessitate, come notoriamente si sta verificando anche in altre realtà regionali, comportando inesorabilmente violazione di legge”.

Chiede poi che la Regione attui le indicazioni del “Piano vaccinale strategico”, un documento di indirizzo nazionale nel quale vede dato mandato alle Regione di rispettare due elementi: mettere a riparo e proteggere i fragili e mantenere il funzionamento della società. Scarpelli chiede che la Regione attui queste linee di indirizzo e aggiunge che il documento “se è stato redatto, non è disponibile e non si ha il polso di dettagliare l’andamento della campagna di vaccinazione”.

Tra i problemi della campagna Scarpelli aggiunge poi la mancanza di “un calendario delle somministrazioni e di una trasparente informazione relativamente alle persone che si sono e/o dovranno essere ancora sottoposte a vaccinazione, rilevando da subito che non è dato sapere quando e come verrà realmente applicato il piano di vaccinazione a livello dell’intera regione Calabria”.