Il giallo del “giallo” di Calabria…

Evitata (per ora) la zona “arancione”. Scampate nuove restrizioni sul finale di giornata ma ci sono numeri che non tornano e alcuni retroscena che non fanno ben sperare in termini pandemici...

Quanto sia “gialla” per davvero la zona circondariale di Calabria, in termini di rischio pandemico, è lo stesso Nino Spirlì più o meno indirettamente a confermarlo. Poco o niente. Anche perché lui è forse il primo che sa bene che di “giallo” c’è solo il giallo dei numeri trasmessi a Roma tanto è vero che chiude tutte le scuole per due settimane a partire da lunedì. Della serie mettiamoci in sicurezza sia pure con la “scusa” delle vaccinazioni dei docenti che poi tanto scusa non è. Ma è tutto fuorché “asintomatico” il dato. Il presidente ff chiude le scuole mentre il governo conferma la zona “d’appartenenza” (gialla) salvo chiarire in due righe «che il rischio resta moderato tendente molto probabilmente al peggioramento». Già, è il “tendente” che fa la differenza. Perché se già “teso”, invece, cambia tutto.

Più o meno un migliaio di tamponi molecolari ancora da processare, sparsi per la regione. Di quelli con contatti sospetti. E questo solo negli ultimi giorni. Almeno 300 le “fialette” di tamponi con spettro variante inviate a Roma (Celio o Spallanzani) o a Napoli-Portici. Perimetri che hanno molto lavoro arretrato, stanno più o meno tarando le risposte con una ventina di giorni di ritardo. Nel frattempo ogni municipio, piccolo o grande che sia, ha scuole con classi Covid dentro e se non solo classi sono docenti o personale Ata. “Repubblica” nel corso del pomeriggio del “venerdì santo” continua a mettere la Calabria in zona più “arancione” che “gialla” solo che ad un certo punto arrivano i famigerati indici Rt. La “bibbia”. Il parametro unico e riepilogativo di tutta una serie di rischi regionali legati al Covid, con dati ovviamente inviati solo e soltanto dalle Regioni. Con sufficiente stupore la Calabria registra uno 0,81. Che è di più di 0,70 di due settimane fa ma è molto meno dell’1,01 della settimana passata. In ogni caso sarebbe la seconda settimana consecutiva di peggioramento rispetto al dato di 0,70 ma quel (finto) miglioramento rispetto a una settimana fa lascia il tavolo scientifico con l’intelletto sospeso per qualche minuto. Della serie, ma come è stato possibile migliorare l’Rt se poi altri indici portano nettamente da un’altra parte? Stampa accreditata e corte scientifica che animano il venerdì del Covid non davano scampo alla Calabria fino al primo pomeriggio. “L’arancione” pareva inevitabile anche perché una indiscrezione circolata a metà settimana, su scala romana e ministeriale, immortalava l’Rt stabilmente sopra l’1. Tanto che il “tavolo” di scienza e governo del venerdì immaginava di dedicare più tempo al “rosso” della Lombardia (poi diventato “arancione scuro”) o al colore della Campania che ai “gialli” dati in peggioramento. Tra questi quello della Calabria che invece, come fosse in pieno “rinascimento” da vaccinazione, piazza nel primo pomeriggio un Rt che migliora rispetto a quello della settimana precedente (nel mentre peggiorano tutti gli altri indici, dagli ingressi in ospedale alle terapie intensive ai tamponi ancora da processare e con sospetta variante dentro). Un Rt che non ti aspetti, quindi. O un Rt che salva la settimana di Calabria, al massimo. Perché pare che a fine “tavolo” e a metà strada tra scienza e governo qualcuno si sia lasciato scappare che di questi tempi ogni “giallo”, purtroppo, si scurisce col passare dei giorni. Inevitabilmente. Specie poi in Calabria dove fino a mercoledì (ultimo giorno in cui si pesano e perimetrano i dati settimanali) si invia a Roma una specie di “California”, un’isola (poco) felice Covid free con pochi casi e posti letto in ospedale indefiniti. Poi da giovedì in avanti si può anche cambiare musica tanto il colore è fatto, si decide con i dati fino a mercoledì. Ma più d’uno pare si sia accorto del “giochetto” e mostra di prestare più attenzione da qui in avanti. Anche perché il primo che non si fida dei numeri Covid che escono dalla Cittadella è proprio lui, Nino Spirlì. Che infatti da lunedì chiude le scuole. Hai visto mai…

I.T.