“Gogna mediatica e processo senza appello per Manna”

Documento della maggioranza nel Comune diRende a sostegno del sindaco dopo l'inchiesta di "Presadiretta"

La giunta Manna, riunitasi ieri, ha sottoscritto all’unanimità un documento in merito al: “processo senza appello e gogna mediatica ai quali è stato sottoposto il sindaco di Rende”. “Lo scorso lunedì –si legge- nel corso del programma “Presa Diretta”, a margine del servizio sul processo “Genesi” che ha visto imputato il giudice Petrini, viene mostrato un fotogramma dove si vede l’avvocato Marcello Manna, sindaco di Rende, porgere una cartellina contenente documenti al magistrato e non certo una busta. Poi il servizio stacca su Manna, per presentare un altro fotogramma dell’imputato Petrini intento a contare soldi afferente a vicenda processuale che vede coinvolto il solo Petrini e dunque diversa da quella che coinvolge l’avvocato. Le due riprese sono accostate arbitrariamente senza che si intravveda alcun nesso specifico tra la busta data da Manna e i soldi contati da Petrini. Nella prima parte del servizio, invece, compare il blogger cosentino Santagata che racconta di un’aggressione subita da parte dei malavitosi nel corso della quale gli fu intimato, in dialetto, di non occuparsi più né dell’avvocato né del compare Patitucci”. “Questi tre accostamenti sono un chiaro esempio di come il processo mediatico possa alterare una ricostruzione di atti giudiziari. Il processo mediatico è una minaccia alla ritualità giudiziaria e ai principi di diritto che la sorreggono. Assistiamo all’imbarazzante rituale per cui giornalisti e conduttori televisivi senza scrupoli si sostituiscano o anticipino la giustizia togata. La diffusione e l’esaltazione di una retorica colpevolista che si recita in totale assenza di contraddittorio non è espressione del diritto all’informazione bensì la sua negazione. È evidente che l’ascolto di una parte processuale o di una parte della narrazione mentre il giudizio è in corso, sia lesivo di ogni principio democratico oltre che estremamente offensivo per il pubblico cui si restituisce una visione parziale, faziosa e pertanto distorta dei fatti oggetto d’inchiesta” prosegue il documento a firma degli assessori rendesi. “Tralasciando gli aspetti più propriamente processuali della vicenda che certamente saranno affrontanti nelle sedi opportune, quello che rimane è l’amara consapevolezza che ci avviamo ogni giorno verso una deriva giustizialista. Si fanno indagini e processi non per amore di verità e giustizia, ma col solo scopo di apparire e di sponsorizzare quel disegno politico a scapito di persone perbene che quotidianamente operano per il bene comune, ispirandosi, senza condizionamenti, ai principi di trasparenza e legalità. Non è accettabile in uno Stato di diritto che mere indagini, artatamente spettacolarizzate, finiscano per calpestare la dignità delle persone” afferma la giunta Manna. “Questo modus operandi alimenta, o forse è addirittura alimentato, una politica populista e reazionaria. É forse utile ricordare che, in una serie di interviste nei media, l’avvocato Manna aveva già più volte spiegato che la cartella in questione, con impresso il logo dello Studio Manna, contenesse degli atti della Corte Costituzionale richiesti dal giudice, come del resto annunciato nell’audio – misteriosamente scomparso – che accompagnava il video. È evidente che, una volta concluso il giudizio ancora in corso, di questa vicenda non rimarranno che gli schizzi di fango, gettato però su tutti noi che tolleriamo che vengano in questo modo calpestati i diritti fondamentali. Come amministratori, e ancor prima come cittadine e cittadini, esprimiamo pertanto tutto il nostro sdegno per l’inaccettabile attacco sferrato al sindaco Marcello Manna e demandiamo pubbliche scuse per l’affronto all’istituzione che egli e noi tutti rappresentiamo” si conclude la nota.