Gli arredi di Bevere finiscono da Giletti…

Conquista la prima serata tv nazionale il caso dell'ordinativo del direttore generale del dipartimento Salute (che non dovrebbe esserci ma c'è...)

Non dovrebbe esserci ma c’è, il super direttore generale del dipartimento Salute Francesco Bevere. Una specie di figura esoterica che in quanto tecnicamente decaduta (la sua nomina non si è consolidata perché è venuto a mancare il nominante, cioè Santelli, entro i 9 mesi) dovrebbe aggirarsi solo in qualità di “fantasma” tra le stanze della regnanza. E in parte, giura chi vive di Cittadella, il “fantasma” lo esercita appieno quando si tratta di dover firmare carte oppure ottemperare a formalità alcune delle quali importanti. Diventa poi invece, sempre a dar retta ai soliti bene informati, del tutto in carne e ossa quando si tratta di raggiungere con orgoglio il 27 del mese e persino quando è il momento di spendere e ordinare in nome e per conto del dipartimento.

E proprio un ordinativo vero e concreto, ma da “fantasma”, è finito negli studi di “Non è l’Arena” di Giletti. 31mila per arredi d’ufficio e Giletti ne elenca pure la specifica analitica: una parete contenitore, otto sedute direzionali, ventiquattro sedute di attesa, scrivanie, tavoli, divani, appendiabiti e lampade. Ovviamente, lo spirito del talk su La 7, è quello di raffigurare la disastrata sanità di Calabria (nel turno settimanale ci finisce la vergognosa fila per i vaccini a Reggio e il miliardo di debiti dell’Asp dello Stretto) che con le pezze al culo si permette pure di spendere 31mila euro per arredare l’ufficio del dipartimento. E ci sta, il “dipinto” mediatico anche se solo in parte però. Perché il dato vero, che spesso e volentieri sfugge ai più, è il dono dell’ubiquità “esoterica” di Bevere. Fa il “fantasma” quando c’è da firmare carte (perché tecnicamente decaduto) e poi invece si materializza quando si tratta di andare all’incasso o di spendere.

Secondo il commissario Longo, pure lui rintracciato in un pezzetto di puntata da Giletti, «questi soldi (i 31mila euro) erano destinati anche agli arredi di altri uffici». Della serie, forse, che Bevere s’è preso i mobili che spettavano anche a lui? Oppure Longo ora vuole qualche sedia o appendiabiti che invece mancano nel suo ufficio..?

I.T.