La “notte” della salute

Belcastro interdetto, Bevere formalmente decaduto, Spirlì (solo) facente funzioni e Longo “straniero” che scambia Praia a Mare con Scalea nelle linee guida agli atti aziendali delle Asp...

Che il Covid si giri ancora una volta, sostanzialmente, dall’altra parte. Giusto una “guardata”, poi via di corsa, non foss’altro che per pietà. Per compassione. «Sennò qui è una strage e deve arrivare l’Esercito a portare via le bare» commenta cattivello uno che i capelli bianchi in Cittadella se li tiene ben stretti.

Già, la “notte” della salute di Calabria. Quella senza luna e senza luce. Tra interdizioni, decadenze, lutti e funzioni facenti e commissari “stranieri” (non solo geograficamente) è proprio il caso di dire, si salvi chi può. La “ciliegina” è giudiziaria, nella “notte” della salute. Tonino Belcastro è (per ora) interdetto per un anno, salvo nuovi pronunciamenti del Tdl. Era a capo della taske force Covid della Regione, lo “spiderman” contro il virus che dopo aver fatto da pioniere nella prima ondata (mascherine fatte consegnare direttamente dalla Protezione civile ad un’azienda privata) ora si stava occupando del monitoraggio complessivo del quadro clinico da trasmettere a Roma ma anche di quello infrastrutturale. “L’Arcuri” di Calabria, per farla breve. Con un portafoglio più ristretto però nelle mani. Su richiesta della procura di Cosenza il gip lo fa fuori per un anno dai pubblici uffici, questione di mancati controlli nei confronti dei bilanci dell’Asp di Cosenza all’epoca in cui era direttore generale del dipartimento Salute. Il Covid, probabilmente, non s’è mai spaventato per davvero di Belcastro e dei numeri trasmessi a Roma (in una certa fase considerati inqualificabili, spazzatura) ma ora potrebbe non riuscire a fare a meno di lui. Un altro a capo del contrasto alla pandemia lo si dovrà pur trovare, se non altro uno che ci metta la faccia e che sappia incassare benissimo così come Tonino Belcastro ha mostrato di saper fare anche sui media nazionali.

Ma se il Covid perde un sicuro avversario (?) il resto, della “notte” della salute, è tutto già giacente in Cittadella.

Il super direttore generale del dipartimento, Bevere, è da intendersi a tutti gli effetti decaduto. E infatti non firma niente che sia niente. Perde la penna quando è il momento, oppure va in bagno, oppure ancora marca visita. È stato nominato da Jole Santelli entro i nove mesi dalla sua tragica scomparsa e dipartita, la regola è chiara sul punto. Non si è consolidata la sua nomina, è come se fosse “morto” pure lui, ovviamente burocraticamente ci mancherebbe altro. C’è ma non c’è. C’è ma non dovrebbe esserci. Una specie di “fantasma” e persino un lusso a suo favore. Guida e presiede e indirizza ma poi perde la penna e non firma mai, ovviamente perché non può e tutto sommato non vorrebbe nemmeno.

Penna che solo in parte trova sempre in tasca Nino Spirlì, il facente funzioni. Che però può solo siglare atti che siano ordinari e rituali e non è facile di questi tempi discernere l’ordinaria dalla straordinaria amministrazione. Ci mette i social in mezzo, e fa bene. Ma le carte sono un’altra cosa e spesso e volentieri, le carte, lui non può toccarle. La Calabria la salveranno allora i commissari nella “notte” della salute? Macché. In gran parte i regnanti di aziende sanitarie e ospedaliere sono senza atti aziendali in mano e men che meno bilanci. Stanno solo prendendo le misure. Una mano, in tal senso, ha provato a dargliela Longo, il commissario ad acta. Che giusto per far capire quanto tiene alla Calabria e quanto la conosca, soprattutto, stende le linee guida per gli atti aziendali delle Asp. Al turno del Cosentino scambia con agilità Praia a Mare con Scalea. Che sono sì vicini, è chiaro. Hanno lo stesso specchio di mare di fronte che sorride. Ma due ospedali ben differenti e con prospettive di riapertura ancora più diffrenti. Ma nella “notte” della salute di Calabria ci sta anche questo. Un interdetto, un decaduto, un funzioni facente, uno “straniero” al comando. E che Dio la mandi buona, ovviamente confidando nel Covid che deve solo girarsi dall’altra parte…

I.T.