Fatture sparite e cedute a Londra e quel bilancio che nessuno ha voluto approvare…

Carte che scottano nell'audizione dei vertici dell'Asp di Cosenza in commissione di Vigilanza del consiglio regionale. Le denunce in procura e le “confessioni” ai finanzieri. «È praticamente impossibile calcolare tutti i debiti che ci sono...»

Galeotta, e premonitrice, quell’audizione in commissione Vigilanza del consiglio regionale. Siamo a settembre, apparentemente ben lontani dall’incursione della procura di Cosenza e dei finanzieri. Ma sotto sotto la macchina inquisitoria si stava già muovendo e da un pezzo attorno al debito ingestibile e incalcolabile dell’Asp di Cosenza. Fatture pagate due e tre volte e persino non più rintracciabili nel sistema informatico, salvo poi ritrovarsele cedute a Londra o a Milano. Contenziosi e pignoramenti da capogiro. E due bilanci, quello del 2018 e il preventivo del 2019, mai approvati e che nessuno se l’è mai sentita di firmare. Persino Bettelini, commissario dell’Asp al momento dell’audizione, ammette che i documenti ci sono tutti per procedere all’approvazione ma lei non li firma quei bilanci, che se la sbrighi qualcun altro. 
«La mia preoccupazione – chiede e commenta Carlo Guccione in commissione in riferimento a Bettelini – è che in questi anni siano state pagate doppie fatture, anzi addirittura triple fatture, sempre la stessa fattura. Ho cognizione che ci siano richieste continue dovute a cessione di credito da parte dei privati, tentativo di truffa, di pagamento di fatture cedute a società di Milano, di Londra che addirittura pare che non trovano riscontro neanche nella contabilità della Asp stessa, e mi auguro che lei e il suo staff abbiate preso le dovute precauzioni rispetto a tutto questo. Perché la partita dell’Asp di Cosenza è sul contenzioso, parliamoci chiaramente. Qui ci sono milioni di euro, centinaia di milioni di euro che invece di andare a finire a curare i cittadini, nella sanità territoriale e nell’azienda ospedaliera di competenza delle Asp, finiscono in interessi di mora, spese legali e addirittura in alcuni casi doppie e triple fatture. Ricordo che su questo c’è una denuncia dell’ex commissario Scura, di cui si è parlato anche nella commissione Sanità del Senato, in cui il commissario Scura ed Urbani denunciavano questo tentativo di pagamento di doppie e triple fatture presso la procura di Cosenza nel 2016 o 2018, non ricordo bene, forse 2016. Nessuno ha voluto approvare i bilanci consuntivi 2018 e quindi conseguentemente neanche quelle del 2019 – incalza ancora Guccione – vuol dire che c’è qualche decina di milioni di euro di debiti fuori bilancio o di fatture non contabilizzate che nessuno si vuole assumere la responsabilità approvando un atto amministrativo… ». 
Già, i bilanci che nessuno ha mai voluto firmare e che oggi sono oggetto dell’incursione della procura di Cosenza. Cinzia Bettelini, in quell’audizione “premonitrice” di settembre, prova a rispondere ma si smarca subito…
«Passerò la parola all’ufficio economico finanziario per quanto riguarda gli aspetti del pagamento, del rischio di pagamento doppio, triplo di fatture. Abbiamo già incontrato il colonnello della Guardia di Finanza locale proprio per avere la possibilità di contare sul loro contributo nell’affrontare ed approfondire contenziosi, per riuscire a capire la veridicità del titolo e altri aspetti che risultano critici. E devo dire che su almeno tre partite che sono aperte, tre questioni abbiamo formalmente chiesto la collaborazione della Guardia di Finanza. Tuttavia da parte del colonnello c’è stato anche rappresentato che sono talmente impegnati nell’attività di verifica e di vigilanza su altre partite che data l’esiguità delle risorse a disposizione non è che noi possiamo chiedere loro di chissà approfondire alcuni argomenti specifici, certo con i tempi del caso, ma non sicuramente di affidare a loro l’approfondimento e la possibilità di fare chiarezza su tutta la mole dei contenziosi che ci sono in azienda. Per quanto riguarda invece i rischi di pagamento doppi o tripli di fatture meglio parlare con Mastrota e De Ciancio…». Della serie, io ci sono da troppo poco per poter rispondere di fatture pagate due e più volte e mai cancellate dal sismeta informatico, il giochetto è lì. Chiedere a chi vive le stanze “dell’economia” in materia.
Bettelini sostanzialmente si chiama fuori e in qualche modo giustifica il perché non ha mai voluto firmare quei bilanci così “imbarazzanti”. Tra questi Nicola Mastrota, dirigente dell’ufficio bilancio poi finito nell’inchiesta della procura di Cosenza. 
«È quasi impensabile poter affrontare e risolvere il problema del contenzioso all’interno dell’Asp di Cosenza – esordisce in commisisone -. Possiamo avere anche un contenzioso su partite debitorie, su fatture, quindi creano un ammontare, ma queste fatture risultano tra i debiti aziendali; quindi, bisogna fare molta attenzione». Attenzione sì, ma anche alle parole di Mastrota. Che sono pietre, a posteriori. Una volta che le fatture sono caricate e nessuno ha controllato poi non è facile non pagarle. La “slavina”, lascia intendere, occorre fermarla prima. «La difficoltà dove sta? È su quel numero di cause; non è di mettere insieme l’elenco, ma di fare una corretta valutazione di quello che potrebbe essere il grado di soccombenza, la possibilità di soccombenza, possibile, remota o del tutto nulla e, quindi, andare a calcolare poi la somma da accantonare per eventuale soccombenza».
Il tavolo della commissione gli chiede poi dei bilanci che non si approvano.  «Il bilancio 2018 è stato… la documentazione è pronta» ammette. «È stata predisposta. I dirigenti reggenti facenti funzione non si sono voluti assumere questa responsabilità di adottarlo, e io e la dottoressa De Ciancio siamo stati autorizzati dalla struttura commissariale a caricare i dati su Nsis, sul Sistema di rilevazione dei dati economici, al fine di consentire alla Regione di effettuare il consolidato regionale». Mastrota affronta poi il problema dei presunti doppi e tripli pagamenti di una stessa fattura…«Cosa intendiamo per doppio pagamento? Che l’ufficio ragioneria paghi due volte la stessa fattura? Allora, questo possiamo dire che da una verifica che noi abbiamo fatto all’interno, non è avvenuto, anche perché trimestralmente l’ufficio riceve la verifica del Collegio sindacale perché c’è la verifica di cassa trimestrale, e poi c’è quella annuale che fa il Collegio sindacale. Al momento, il Collegio sindacale non ha mai evidenziato un doppio pagamento di una stessa fattura. La possibilità – ma la possibilità – del doppio pagamento può esistere solo nel caso in cui il fornitore riceva il pagamento dall’ufficio, si presenti presso il Tribunale, presso l’Autorità giudiziaria in contenzioso, e ci sia l’assegnazione. Ma questa è un’altra cosa, e su questo ci sono anche indagini in corso che, al momento, a noi non è dato sapere l’esito». L’esito poi delle indagini, almeno quelle preliminari, arriva qualche mese dopo e arriva pure per lui, per Mastrota. Il quale in commissione nega la possibilità dei doppi e tripli pagamenti di una stessa fattura e nega, rispondendo a Guccione, che esista la possibilità che una fattura non pagata non venga cancellata dal sistema informatico. « Parlo di fatti che sono pubblici. Sia Scura che Urbani in Commissione Sanità del Senato hanno detto che hanno presentato la denuncia per il doppio e triplo pagamento. Parliamo di ex sub commissari e commissari – incalza Guccione -. So che il dottore Mauro prima di andare via ha presentato una dettagliata denuncia presso la Procura per la stessa cosa. Io mi riferisco al sistema che si è creato all’interno dell’Asp, che è dovuto a un sistema a tre punte. Chiedo il pagamento all’Asp, nel frattempo, cedo il credito. Nel frattempo l’Asp mi paga la delibera, mi paga la fattura. Arriva la richiesta di a chi ho ceduto il credito e, quindi, non si effettuano i controlli perché non si dialoga, non c’è un sistema che ti dice ho pagato la fattura e, quindi, ci sì avvia a un processo di questo tipo. Se uno ha il tempo, va a vedere i contenziosi che si sono definiti e si vede che, molte volte, gli interessi di mora e le spese legali che paga l’Asp sono molto superiori alla quota capitale; addirittura, alcune volte supera di gran lunga la quota capitale. Anche questo è un sistema perché io ho, come dire, anche l’impressione che molte aziende non si fanno pagare perché sanno che questo sistema li porta a pagare il 7/8 per cento di interessi e, quindi, è chiaro che, alla fine, va messo ordine in tutto questo. Va messo ordine».
«Una cosa – ribatte Mastrota – è che la sorte capitale passa da 100 poi va a finire che io pago interessi per 200, ma in questo caso – continua – non parliamo di un doppio pagamento. Altro è quello che qui viene denunciato. Giusto qualche indicazione, se può essere utile: stiamo parlando di un’azienda dove arrivano ogni anno 96mila fatture passive, per un totale di 650 milioni di fatture. Vengono emessi mandati di pagamento, tra mandati e reversali, 20.000 mandati per un totale di circa 2 miliardi e 100, con un ufficio di ragioneria che attualmente è composto da 9/10 unità. Che ci sia la criticità è evidente. Fare la circolarizzazione dei debiti e dei crediti, come chiede il Collegio sindacale – parliamo di oltre 4 mila 200 fornitori – non è una cosa semplice, convocare tutti i fornitori e riconciliare le partite perché c’è anche la gestione ordinaria che noi come ufficio siamo tenuti a fare e a garantire…».
Morale della favola, neanche calcolare tutti i debiti è possibile perché fai prima a pagarli, affossando l’Asp tra le più grandi d’Italia, che a contarli…

 

I.T.