Antigenici “spazzatura” par abbassare la febbre del Covid di Calabria

Crescono alcuni test rapidi nel report quotidiano che la Regione invia al ministero ma la loro affidabilità nel rintracciare positivi è pari a zero (lo 0,15%...). Anche così si diventa, inevitabilmente, “zona gialla”...

 Eppure in qualche modo nella scriteriata scelta (non la sola, per la verità) di inserire anche i test antigenici nel report quotidiano da inviare a Roma il ministero era stato più o meno chiaro. Solo tamponi rapidi di cosiddetta ultima generazione, quelli considerati affidabili quasi alla pari dei tamponi molecolari. Già, si fa presto a dirlo. Poi, di fatto, ogni Regione ci mette dentro quello che vuole e poi chi dovrebbe controllare l’affidabilità di questi test magari la struttura di Arcuri che è la stessa che ha acquistato kit sudcoreani ormai considerati “spazzatura” e sottocosto? Oppure il dipartimento regionale o la taske force anti Covid? Morale della favola dal 15 di gennaio si vive il far west dei report regionali con sempre meno tamponi molecolari dentro e sempre più quelli antigenici o rapidi che non rintracciano un positivo manco con il cannocchiale. Persino quelli da screening preventivo, che finanche l’Asp di Reggio e (pare) quella di Cosenza ormai si rifiutano sulla carta di prendere minimamente in considerazione, finiscono nel report quotidiano che la Regione invia al ministero con inevitabile conseguenza di far figurare più tamponi e meno positivi reali ogni giorno. Dalle strutture private di Calabria dopo un timidissimo avvio (nei primi 4 giorni solo 100 test rapidi comunicati) ora è un fiorire di dati antigenici quotidiani che finiscono nel “database” di Tonino Belcastro. Che porta a casa settimanalmente più o meno lo stesso numero medio complessivo di tamponi da spedire a Roma, tra 12 e 15mila con la differenza però che nelle ultime due settimane lievitano come “pizze” i tamponi antigenici rapidi nel conteggio (ora sono in tutto 4.196) e frenano bruscamente invece quelli molecolari, la “bibbia” del Covid. Il risultato è freddo come la “morte”. Su 4.196 test antigenici inseriti nel report quotidiano di Calabria si rintracciano solo 6 positivi. Dicasi 6. Pari allo 0,15%. Praticamente un porto franco, il test antigenico di Calabria comunicato a Roma. Più ne metti meno positivi trovi e più si abbassa la percentuale complessiva di positivi su tamponi (e più la Regione fa un figurone in termini di “guarigione”…). Sconsolante invece il raffronto con i tamponi molecolari comunicati. Su 516.157 test sono risultate positive 32.936 persone, pari al 6,4%. Della serie, se cerchi un vero positivo fai e comunichi il molecolare se cerchi invece un numero da inserire nel report ti basta l’antigenico “spazzatura”, non certo quello d’ultima generazione che pure c’è in giro in Calabria e che stranamente non figura con vigore nei report. Anche così, forse, si diventa “zona gialla”…

Romano Di Nascita