Il mistero del bollettino regionale Covid

Anche nell'ultima emissione numeri che non tornano: 59 i casi segnalati dal territorio Asp di Cosenza ma la sera prima soltanto il laboratorio di Virologia dell'Annunziata ne ha rintracciati 97. Quando (e se) verranno contabilizzati tutti?

Continua ad esserci qualcosa che non torna, qualcosa che gira e rigira in pochi riescono a spiegarsi. Nel preludio alla Calabria pronta a tingersi di “giallo” i numeri dentro le viscere del bollettino giornaliero (e regionale) Covid non ce la fanno a fare pace con la razionalità. L’altalena della percentuale positivi su tamponi, per esempio. Scende repentinamente e «si stabilizza sul nulla» commentano alcuni ricercatori Unical. Il numero indecifrabile e interpretabile dei tamponi stessi, in alcuni casi neanche comunicato in via “grezza”. Non è chiaro se al netto di chi lo effettua due o più volte o se considerato solo per unicità dei singoli. Giochi di prestigio, o di superficialità al comando, che fanno a cazzotti con la linearità della predisposizione scientifica e non a caso fino a ieri dall’Iss e dal ministero hanno fatto sapere che altro non potevano occupare se non lo “scaffale” spazzatura i dati di Calabria.
L’ultimo di bollettino regionale non si sottrare alla sconcertante regola. Solo per quanto riguarda l’intero territorio Asp di Cosenza la più recente delle emissioni segnala 59 casi positivi al Covid. È la versione ufficiale, quella trasmessa a Roma. Quella, per intenderci, che si nutre e si deve nutrire dei vari casi riportati dai laboratori autorizzati all’indagine molecolare sparsi tra le Asp. L’immenso territorio Asp di Cosenza, coincidente con la provincia, mette in conto 59 casi, presumibilmente finiti di processare il giorno prima. Peccato però che alla sera precedente solo il laboratorio di Virologia dell’ospedale dell’Annunziata di Cosenza ne ha rintracciati 97 di positivi al Coronavirus, senza contare i tamponi molecolari dell’ospedale in tenda e quelli processati a Rossano. Sulla carta, quindi, almeno altrettanti ma che fine faranno? Come mai non compaiono nel bollettino del giorno dopo? E sennò quando?
Diventa davvero complicato riuscire a seguire ogni forma di tracciamento all’interno del percorso anche perché sono proprio le strutture sanitarie a risentirne di più, se poi prevale il “tarocco”. Solo per restare nel perimetro dell’Annunziata, e solo per far fronte alle notizie dell’ultima ora, sono 11 i pazienti in dialisi positivi al Covid e c’è pure un medico del reparto finito nel calderone del virus. Segnali evidenti di una emergenza che non passa, non cresce ma nemmeno regredisce nonostante “l’ordine dall’alto” indichi magari il contrario. E chissà poi perché.
E il punto nodale è tutto qui, a ben vedere. Non sono poche le testimonianze che raccontano di possibili pressioni politiche che avrebbero inciso e non poco sui vertici e sulle diramazioni Asp per “abbassare la febbre” di Calabria. Così da finire in zone meno rigorose e più vivibili all’interno del territorio nazionale. Il dividendo, del tutto ipotetico, spazia dal tornaconto politico e partitico fino a sconfinare in chiacchiere di Antimafia tra una seduta e l’altra. Oggetto dell’intrattenimento la ‘ndrangheta e le sue attività varie sul territorio. Un po’ innervosite dai divieti. E si sa che più “gialla” è la via più “roseo” è il tramonto…
I.T.