Altri indagati e “modello nuovo” della procura: Reggio rischia di tornare al voto?

L'ufficio guidato da Bombardieri interviene in tempi record dopo le ultime consultazioni comunali, meno di 3 mesi. Il sindaco non è coinvolto ma il quadro complessivo è compromesso. Da Davi a Marcianò a Minicuci si profila la richiesta di invalidare la consultazione

Ognuno risponde per sé, sia ben chiaro. Le ipotesi di reato individuate dalla procura della Repubblica di Reggio a carico di chi avrebbe organizzato “tarocchi” per portare anche i morti al voto sarebbero nette e individuali. Non circoscritte e in continuo divenire. Ma, sia ben chiaro, il sindaco Falcomatà non sarebbe minimamente coinvolto da alcuna ipotesi di accusa. Chi ha portato acqua al suo “mulino” e lo ha fatto in modo illecito e truffaldino ne risponderà singolarmente anche perché è indimostrabile, pur volendolo fare, la serialità del progetto complessivo. Ma non per questo la mazzata della procura diretta da Giovanni Bombardieri nei confronti della freschissima amministrazione appena eletta a settembre può essere considerata secondaria. Per niente affatto, anzi. Non solo per il peso politico e partitico (Pd) di Nino Castorina, componente la direzione nazionale e già capogruppo in consiglio comunale. Quanto perché gli indagati ulteriori sarebbero una decina (compreso un avvocato) e del resto è lo stesso Bombardieri a considerare appena iniziata l’indagine. È solo la prima tappa, a seguito di specifiche segnalazioni. Nel corso delle perquisizioni sarebbe stato rintracciato materiale considerato molto interessante il che non esclude che possano essere contestasti altri reati. Un sistema di brogli preordinato e centinaia di certificati elettorali utilizzati per far risultare voti di persone anziane e addirittura in due casi morte. «Non è un’indagine sulle elezioni – spiega il procuratore Giovanni Bombardieri in conferenza stampa – ma gli accertamenti sono legati alla particolarità del dato di grande rilievo del possesso di numerosi certificati trovati in possesso di un soggetto davanti ad un seggio elettorale». «È un indagine partita da un’intuizione dalla Digos e partono da quanto rilevato da due agenti che hanno notato un soggetto in possesso di alcuni duplicati di certificati elettorali riferiti a sezioni diverse da quelle davanti alla quale si trovava. Qui sono partite indagini mirate che hanno portato ad accertare vicende sorprendenti. È stato rilevato un numero di duplicati importante di certificati elettorali emessi in prossimità delle elezioni ma sorprende l’esito degli accertamenti della Digos su questi duplicati, in particolare di soggetti anziani due dei quali addirittura deceduti, uno nel 2018, l’altro proprio nel mese di settembre. Su 100 duplicati di certificati abbiamo indagato su quanti effettivamente si erano recati a votare». «Si tratta di un primo step -ha detto ancora Bombardieri – e le indagini sono ancora in corso e c’è ancora molto materiale da esaminare e che sta venendo fuori dalle perquisizioni. Otto sono le sezioni elettorali interessate dall’inchiesta».
C’è dell’altro che rende particolare e per certi aspetti inedita l’inchiesta della procura di Reggio. Interviene a pochissimo tempo da una consultazione elettorale, meno di 3 mesi dalle urne che hanno rinnovato il consiglio comunale ed incoronato nuovamente Falcomatà. Raramente è andata così e anzi quando si sono aperte per solito inquisizioni in giro su urne sospette la stagione stessa era quasi sempre andata in archivio. Post mortem, per farla breve. Stavolta no. Le ombre sui “morti al voto” e su Castorina a corollario di quello che gli inquirenti considerano un modus operandi preordinato non possono che prefigurare smottamenti più complessi e complessivi sullo sfondo. E non a caso, da Davi a Marcianò a Minicuci, si richiama la non validità del voto di settembre. Che, ovviamente, non è nelle mire deduttive (né potrebbe esserlo) della procura di Reggio. «Non spetta a noi – ha sostenuto infatti il procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni – dire che le elezioni vanno rifatte. Qui non si tratta di una questione estemporanea, ma di un meccanismo preordinato da tempo. A Castorina è stata data la possibilità di fare tutto questo, attraverso condotte che gli hanno consentito di nominare dei presidenti di seggio compiacenti».
Tutto troppo complicato per essere solo in due. E tutto troppo in divenire per non prevedere sviluppi imminenti…

I.T.