Covid nelle rsa, 26 positivi nella Don Milani di Lungro: lo spettro di Villa Torano

Sono 13 tra degenti e dipendenti della clinica che ha la stessa proprietà della residenza per anziani che nel corso della prima ondata ha fatto parlare di sé per la vicenda dei tamponi consegnati dalla Protezione civile (e dal dipartimento Salute...)

È lo stesso sindaco di Lungro a darne notizia nel bollettino social. «Informo la cittadinanza – scrive – della situazione del centro Don Milani. Degenti positivi 13 di cui 10 in struttura e 3 dimessi. Operatori positivi 13 di cui 3 residenti nel Comune di Lungro». In verità, a quanto risulta secondo altre fonti, i dipendenti della rsa sarebbero 10 di Lungro, 2 di Firmo e uno di Acquaformosa e una degente sarebbe addirittura morta all’ospedale di Cosenza dopo essere stata trasferita proprio dalla Don Milani. Ma tant’è. Quel che è certo è che questa seconda ondata non poteva che “bussare” nuovamente alla porta delle rsa, le residenze assistenziali per anziani che secondo tutti gli indicatori restano dei veri e propri focolai ardenti di trasmissione Covid. Della serie, può toccare a tutta le strutture e ironia della sorte, per la proprietà della Don Milani, si tratta di un “ritorno” dal momento che è la stessa di Villa Torano, teatro quasi simbolico della prima ondata di Coronavirus nelle strutture per anziani. Si tratta del gruppo Poggi, colosso stratificato nel campo delle rsa in tutta la Calabria. Nel corso della prima ondata di Covid agli onori (pochi, per la verità) della cronaca Villa Torano c’è finita non solo per il corposo focolaio interno quanto per una serie di vicende che non sono mai state chiarite, o mai del tutto chiarite. Una su tutte i tamponi fatti consegnare direttamente dalla Protezione civile su indicazione del dipartimento della Salute. Eposidio poco chiaro questo che, manco a dirlo, ha abitato e non poco i media nazionali nella scorsa primavera. Con la seconda ondata ora tocca alla Don Milani, dello stesso gruppo imprenditoriale, vivere novamente le ore di apprensione per l’ingresso in grande stile del Covid in struttura e più d’uno si augura che l’esperienza del recente passato possa servire a qualcosa.
Intanto, e qui siamo nel campo della prevenzione, il progressivo aumento della diffusione epidemica da Covid-19 ha condotto i carabinieri dei Nas ad intensificare i controlli presso quasi tutte le strutture sanitarie e socio-assistenziali di tutto il territorio nazionale. Proprio tale attività – scattata su esplicita richiesta del ministro della Salute, Roberto Speranza – nella scorsa settimana ha portato i Nas di Reggio Calabria a scoprire una struttura che operava abusivamente nel Reggino.
Sempre in tale ambito, i Nas Catanzaro hanno rivolto la loro attenzione agli alloggi per anziani del territorio di competenza rinvenendo nell’infermeria di una comunità alloggio nove confezioni di medicinali scaduti. Come dire, il Covid non è sempre il male peggiore che vive e vegeta in diverse strutture per anziani di Calabria…

I.T.