Spese allegre alla Field. Il presidente Barile condannato a 6 anni

Assolti con formula piena Pisani, Manfredi e Maragò

Tre assoluzioni e sei anni di reclusione per Domenico Basile in rito abbreviato.
Il giudice di Catanzaro Alfredo Ferraro ha condannato a sei anni di reclusione Domenico Barile, presidente della fondazione Field, coinvolto nel caso dei fondi distratti all’ente in house della Regione Calabria con l’accusa di peculato.
Assolti con la più ampia formula possibile, “perché il fatto non sussiste”, Alfio Pisani (difeso dagli avvocati Vincenzo Ioppoli e Franco Sammarco), Onofrio Maragò, Raffaele Manfredi.
Anche il pm Graziella Viscomi aveva chiesto l’assoluzione, ma in riferimento al secondo comma del 530 del codice di procedura penale. Quella adottata dal magistrato è invece la formula d’assoluzione più importante. Una differenza non da poco ai fini processuali e di merito ma che allontana ancor di più da qualsiasi sospetto i tre assolti.
Barile (interdetto anche dai pubblici uffici) deve rispondere di sei capi di imputazione, mentre Pisani, Manfredi e Maragò di uno. E in particolare, perché, secondo l’accusa, “in data 25 novembre 2011 e in data 5 dicembre 2011, gli imputati avrebbero provveduto all’effettuazione, dal conto corrente della Field, di bonifici (rispettivamente di 37.728 euro a favore di Barile e di 24.797 euro a favore degli altri) a titolo di premio di produzione per l’anno 2011, in tal modo comportandosi ‘uti domini’”.
Dopo le motivazioni della sentenza, l’imputato potrà decidere se e come appellare la decisione.
L’indagine nella sua interezza prevedeva anche i nomi di Attilio Sarcone, Roberto Ferrari, Sergio De Marco e Lucio Marrello. Quest’ultimi però hanno seguito il rito ordinario e sono stati rinviati a giudizio a novembre del 2019.