‘Ndrangheta. Catturato il “Boss” Vittorio Raso, “Esuarito” era latitante in Spagna

L’uomo è considerato elemento di spicco del clan Crea. Era stato condannato in primo grado a 20 anni per narcotraffico


Una fruttuosa collaborazione tra la Polizia italiana e quella spagnola ha consentito di arrivare alla cattura, a Barcellona, di Vittorio Raso, 41enne soprannominato “Esaurito”, definito dagli stessi investigatori come “pericoloso latitante”. Raso è ritenuto un personaggio di spicco della ‘ndrangheta calabrese radicata a Torino, nell’ambito della quale rivestirebbe la carica cosiddetta di “Vangelo”, e sarebbe inserito nella cosca Crea, che regge il “Crimine” del capoluogo piemontese. Il suo arresto arriva al termine delle investigazioni avviate nell’ottobre del ottobre 2019 dalla Squadra Mobile di Torino e strutturate attraverso numerosissime attività tecniche e di intercettazione, oltre che accurati e complessi accertamenti che hanno permesso di scoprire le false generalità che il ricercato usava in Spagna.

La cattura è stata materialmente eseguita – grazie alle informazioni costantemente fornite dagli investigatori della Polizia di Torino – dal personale dell’Udyco iberico, per il tramite dello Scip, il Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia. Già raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Tribunale torinese nell’ambito dell’operazione denominata “Pugno Duro”, per i reati di associazione mafiosa, usura aggravata, traffico di stupefacenti, ricettazione e detenzione illecita di armi, Raso è stato condannato in primo grado a 20 anni per associazione finalizzata al traffico internazionale di droga e per detenzione e cessioni di stupefacenti. Da qui l’inizio della sua latitanza, nel 2018. Conseguentemente al suo arresto in Spagna, la Squadra Mobile ha eseguito alcune perquisizioni a carico di soggetti presenti in Italia, considerati strettamente legati al latitante. Perquisizioni hanno consentito di sequestrare del denaro in contanti per oltre 360 mila euro, oltre a 13 chilogrammi di droga, una pistola, una carabina ed un fucile mitragliatore (tutti rubati) oltre a numerosissimo munizionamento. In particolare, è stato eseguito un fermo emesso a carico di Domenico Dell’Osa, 58enne a cui si contesta – in concorso con Raso – la detenzione e commercio illecito di stupefacente. Nelle giornate precedenti, infatti, gli uomini della Polizia avevano sequestrato, con differimento degli atti, oltre 128 chili di marijuana e circa 38 di hashish.

L’indagine della Polizia è tuttora in corso per la raccolta di elementi a carico di una serie di persone, tra Italia e Spagna, ritenuti coinvolti nelle attività del latitante sia sul versante del traffico droga che su quello del riciclaggio dei conseguenti e fiorenti proventi. Il positivo esito dell’operazione costituisce il risultato delle iniziative assunte dalla Squadra Mobile di Torino, con la indispensabile collaborazione della Direzione centrale Anticrimine ed il Servizio Centrale Operativo e sotto il costante coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica del capoluogo piemontese.