Giustizia lenta, Gratteri durissimo: “Procure non informatizzate, 4mila carabinieri costretti a fare i messi”

Nel mirino del procuratore di Catanzaro, ospite della trasmissione Presa Diretta, anche la politica: “Ogni 100 arresti sprechiamo 40mila euro di carta e toner”

“Negli ultimi decenni chi è stato al governo non ha investito in informatizzazione”. Non ha dubbi sui ritardi dell’Italia in questo settore il procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri. Ospite della trasmissione Presa Diretta, nella serata di ieri, il capo della Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ha evidenziato come “ogni 100 arresti servano 40mila euro di carta e toner”. Per non parlare delle notifiche che vengono fatte ai detenuti: “Potrebbe essere loro dato, invece, un tablet – ha detto Gratteri  – sul quale possa ricevere ogni comunicazione e alla fine della pena ripulirlo dei dati e passarlo a un altro detenuto”. Durissimo Gratteri sul modo in cui vengono utilizzate le forze dell’ordine: “Ci sono 4mila carabinieri che fanno i messi anzichè controllare il territorio. Negativo il giudizio del procuratore di Catanzaro sullo smart working, sperimentato in tempo di coronavirus: “Abbiamo visto quanto è farraginoso”. Senza peli sulla lingua, il magistrato anche nei confronti dei suoi colleghi che non hanno fatto molto per favorire il cambiamento. “Il mio ufficio – ha concluso il procuratore distrettuale antimafia di Catanzaro – lavora al 100% in presenza perchè il sistema delle Procure non consente di fare altrimenti”.