“L’Asp deve liquidare i Dodaro. Se c’è stato doppio pagamento atti in Procura e Corte dei Conti”

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’imprenditore cosentino che ora dovrà incassare 450mila euro per vari interventi edilizi. L’azienda si è opposta ma solo nel giudizio di ottemperanza

Un vicenda giudiziaria lunga e complessa si è conclusa nei giorni scorsi con la sentenza del Consiglio di Stato a favore della  Finanziaria Industriale F.Lli Dodaro S.r.l. e ora l’Asp dovrà pagare 450mila euro più spese legali e inoltre finirà sotto la lente della procura della Repubblica e della Corte dei Conti a cui i giudici amministrativi hanno inviato gli atti del processo. Per i giudici di Palazzo Spada il debito dell’Asp nei confronti dell’imprenditore va pagato perché l’azienda non è riuscita a dimostrare di aver già estinto in gran parte tale debito, come aveva dichiarato durante il giduizio di ottemperanza, e dopo non aver nemmeno opposto il decreto ingiuntivo in sede civile che è quindi passato in giudicato. Nel giudizio di ottemperanza quindi i giudici amministrativi dopo aver chiesto l’intera documentazione e dopo averne accertata l’incompletezza non hanno potuto far altro che accogliere le istanze dell’imprenditore. Ma scrivono in sentenza: “Ove l’esecuzione del giudicato dovesse comportare, in forza del descritto svolgimento dei fatti, una duplicazione di pagamenti a carico dell’Azienda appellata (che sotto questo profilo nella memoria depositata l’8 giugno 2020 ha prospettato l’esistenza di difficoltà anche “ di ordine etico” all’accoglimento dell’appello), il rimedio dato dall’ordinamento non potrebbe che essere quello della ripetizione dell’indebito, già accennato dalla Sezione nella richiamata ordinanza n. 401/2020: considerato, peraltro, che un eventuale effetto pregiudizievole del giudizio di ottemperanza sulle “ particolari condizioni della sanità calabrese” (così sempre la memoria dell’A.S.P. dell’8 giugno) sarebbe imputabile unicamente alla mancata, rituale opposizione al decreto ingiuntivo e, ancor prima, alla mancata contestazione del credito ceduto. Dispone trasmettersi copia della presente sentenza al Commissario  ad acta, alla Procura presso la Sezione giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Calabria e alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cosenza”.
Ancor più chiaro un altro passaggio della sentenza del Consiglio di Stato dove chiarisce i motivi di tale decisione: “Il richiamato svolgimento dei fatti, in una con le pure ricordate regole relative ai limiti del sindacato del giudice dell’esecuzione sui fatti estintivi del debito precedenti la formazione del giudicato, rende evidentemente obbligata in questo giudizio la decisione di accoglimento dell’appello: ancorché la vicenda descritta presenti degli elementi – il cui accertamento ed approfondimento compete ad altre autorità (cui la presente decisione va trasmessa) – indicativi del fatto che si sarebbe potuto evitare, prima della formazione del giudicato, il doppio pagamento con successiva ripetizione dell’indebito, utilizzando gli agevoli rimedi sostanziali e processuali offerti dall’ordinamento, e l’ordinaria diligenza nella gestione della vicenda. L’appello deve essere pertanto accolto, con conseguente condanna dell’A.S.P. di Cosenza al pagamento delle somme portate da decreto ingiuntivo n. 1098/2017, emesso dal Tribunale di Cosenza il 26 luglio 2017 e reso esecutivo ex art. 647 cod. proc. civ. con decreto del 25 gennaio 2018, entro venti giorni dalla comunicazione o notificazione della presente sentenza”. La parola passa ai giudici contabili e soprattutto alla procura della Repubblica di Cosenza che dovrà valutare l’operato dell’Asp in questa misteriosa vicenda legata a vari interventi edilizi.
Vincenzo Brunelli