Focolaio Covid a Cosenza, vertice in prefettura

Preoccupa il possibile contagio, 9 i positivi per ora riconducibili tutti ad un nucleo familiare e parentale senegalese che abita e lavora nel cuore della città. Rigido il controllo e la quarantena per tutti, entro sabato si conoscerà la portata della possibile diffusione stratificata

Situazione sotto sontrollo, ma attenzione alta. Molto alta. E tensione, ovviamente, che c’è. Il focolaio Covid nel cuore di Cosenza preoccupa non tanto e non solo perché il nucleo familiare e parentale senegalese vive e ha come retaggio il cuore della città, tra viale della Repubblica e via Romualdo Montagna. Ma anche (se non soprattutto) perché gran parte dei positivi stessi frequenta e si nutre di frequentazioni attive e commerciali quotidiane con la comunità, come è razionale che sia dal momento che sono cittadini di Cosenza a tutti gli effetti come del resto implicitamente sottolineato anche dal sindaco Occhiuto in un post su facebook («8 nostri concittadini sono risultati positivi al Covid»). Sono 9, per ora, ma il senso del post del sindaco è che di cittadini di Cosenza si tratta e prova ne è anche l’attività quotidiana stessa che svolgono in città (che sia in proprio o presso altri lavorano e incontrano molta gente ogni giorno). Da qui la necessità di tenere alta l’attenzione e l’inevitabile tensione e non a caso nel pomeriggio s’è tenuto un vertice in prefettura. Le notizie che arrivano dal fronte dell’ospedale Annunziata sono buone, almeno per ora. Tutti i sanitari entrati in contatto con il nucleo familiare e parentale sono risultati negativi al tampone (36 tra medici e infermieri). È ovvio che si tratta di un monitoraggio istantaneo della situazione, come è noto il tampone è soggetto anche ad altri esiti con il passare dei giorni. Ma per il momento i sanitari dell’Annunziata pare l’abbiano scampata. Oggi sono stati effettuati oltre 40 tamponi che potrebbero essere quelli decisivi per conoscere la portata stratificata del contagio. Si tratta di campioni di contatti che vanno al di là del nucleo familiare e parentale, diciamo che si tratta di rischi di terza e quarta mano dal momento che alcuni dei positivi è in costante contatto lavorativo e quotidiano con altri cittadini di Cosenza. Ma è questo un passaggio chiave, i cui esiti si conosceranno nella giornata di sabato. Solo da qui si potrà capire se e in che misura il contagio avrà superato il focolaio familiare e parentale finendo in altre case ancora e di lì chissà dove. Per il momento massima prudenza e altri tamponi che verranno effettuati nella giornata di domani, sempre potendo contare sull’unità mobile dedicata messa a disposizione dell’Asp di Cosenza. Dal vertice in prefettura massima determinazione e concentrazione nel contenere in ogni modo una possibile espansione del focolaio dal momento che è nel cuore di Cosenza che si agisce. Perché il focolaio, inutile girarci attorno, preoccupa e non poco.
Focolaio che è venuto allo scoperto per puro caso, dopo che una bimba di 4 anni è risultata positiva al tampone effettuato come da prassi all’Annunziata prima di un intervento chirurgico di routine. Ma anche qui ci si nutre di un piccolo grande mistero dal momento che la bimba ha effettuato il tampone solo al quarto ingresso in ospedale, nei tre precedenti prima dell’intervento nessuno ha ritenuto di doverlo eseguire. Ma tant’è, prima dell’asportazione delle tonsille il momento decisivo del tampone e non appena i sanitari hanno comunicato al resto della famiglia la positività della piccola e che il test era da estendere a tutti i familiari e parenti si sono anche vissuti momenti di tensione perché alcuni parenti della bimba in un primo momento si sono rifiutati sostenendo d’aver fatto già il test con prelievo al dito che avrebbe dato esito negativo. Non convinti e comunque formalmente non paghi di questo dato i sanitari dell’ospedale e dell’Asp hanno invece proceduto con i veri e propri tamponi che poi hanno dato esito positivo per ben 9 dei componenti del nucleo familiare e parentale. Dalla Regione alla prefettura, dall’Asp all’ospedale il messaggio è di vigile calma. Prudenza e niente panico. Ma è il lavoro quotidiano svolto in attività commerciali della città che preoccupa e solo entro la giornata di sabato si conoscerà la portata presso “terzi” del focolaio di Cosenza.
I.T.