Regione, non va bene neanche la legge sui morti

La presidenza del consiglio impugna il testo della normativa di novembre scorso per ipotesi di incostituzionalità, violazione della libera concorrenza e dell’ordinamento civile in materia funeraria

Sarà la Corte Costituzionale a decidere sulla legittimità della legge regionale n° 48 promulgata dall’ente lo scorso mese di novembre. “Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria”, questo il titolo della normativa entrata in vigore a fine novembre dopo l’approvazione del consiglio regionale calabrese. Per la presidenza del consiglio dei ministri, però, “la legge sui morti” non sarebbe regolare da più punti di vista. Si legge infatti nella nota di Palazzo Chigi: “Di impugnare alla Consulta la legge della Regione Calabria  n. 48 del 29/11/2019, recante “Disposizioni in materia funeraria e polizia mortuaria”, in quanto una norma riguardante l’esercizio dell’attività di impresa funebre viola il principio di libera concorrenza, in violazione dell’art. 117, secondo comma, lett. e), della Costituzione; altre norme riguardanti la cremazione e la dispersione delle ceneri invadono la competenza esclusiva statale in materia di ordinamento civile e di determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali, che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale, come previsto dall’art. 117, secondo comma, lett. l) ed m), della Costituzione”. La legge regionale impugnata disciplinava il complesso dei servizi e delle funzioni in ambito funebre e di polizia mortuaria, al fine di tutelare l’interesse degli utenti dei servizi e di uniformare le attività pubbliche e gestionali ai principi di evidenza scientifica, efficienza, economicità ed efficacia delle prestazioni, tenuto conto degli interessi pubblici preordinati alla tutela della salute pubblica, dell’igiene e della sicurezza. Ora sarà la Corte Costituzionale a decidere in merito alle delicata vicenda sollevata da Palazzo Chigi.