Antimafia, il “terzo nome” che non c’è più

Assolto proprio all'ultimo giro di orologio (con rito abbreviato) l'altro presunto “impresentabile” che Morra ha tenuto sospeso. Polemiche e veleni dopo la diffusione dei nomi di Tallini e Raffa. «Squallida vendetta» e «barbarie» le reazioni

Nella terra di mezzo o più semplicemente (e drammaticamente) tra coloro che son sospesi. Così ha vissuto il “giornatone” dell’Antimafia il presunto terzo impresentabile di Calabria che ora, di fatto, non c’è più. Non è più possibile inserirlo nella black list per la semplice ragione che proprio in “zona cesarini” è stato assolto, notizia fresca fresca di giornata. Udienza di abbreviato e assoluzione per l’ormai candidato ex “impresentabile”, nell’ambito del fascicolo riguardante il parco eolico di Isola Capo Rizzuto. Capitolo chiuso, praticamente in diretta. Un po’ di sano balsamo che niente o poco può fare invece rispetto al veleno a chili che ha spalmato la diffusione dei nomi di Tallini e Raffa (inseriti dalla commissione guidata da Morra nella “lista nera” degli impresentabili). Tallini replica e parla di «squalliva vendetta» di Morra nei suoi confronti mentre Raffa riassume in «barbarie» l’operazione. Il Codacons chiede a Santelli di ritirare le candidature dei due big di Forza Italia ma è del tutto evidente che non solo questo non avverrà quanto, in punta di formalismo, non è neanche razionale che ciò avvenga. «Organo consultivo e non tecnicamente ostativo», quello dell’Antimafia che stila il suo elenco (fanno sapere dai quartieri alti e “azzurri”). Diffuso, tra l’altro, a tre giorni dal voto. Certo il macigno resta, così come restano i dubbi di Tallini a proposito dei presunti reati corruttivi di cui deve dar conto senza però che questi abbiano a che fare, per quanto se ne sappia, con fascicoli di Dda (che di fatto dovrebbero fornire sostanza prevalente all’elenco dell’Antimafia). Detta in altri termini non è del tutto chiaro se si entra in quella “lista nera” per reati esclusivamente afferenti al circuito mafioso o semplicemente come “allert”, come potenziali candidati tendenzialmente a rischio. Così come non è per niente chiaro se non vi sia stata l’influenza di altri fascicoli al momento esoterici alla pubblicistica, sconosciuti come atti pubblici, che invece hanno o avrebbero a che fare con Dda sparse in giro. Anche questa incertezza contenutistica e formale ha tenuto banco per l’intera giornata e lo terrà, il banco, fino alle schede di domenica, se non oltre. Tallini annuncia querela e magari Raffa l’avrà già predisposta ma il dato resta. Tanto il primo quanto il secondo sono pezzi da novanta del rispettivo consenso di Forza Italia a Catanzaro e a Reggio. Con ogni probabilità, salvo imprevisti, i catalizzatori di schede che si piazzeranno ai primi posti se non al primo posto del tutto, nelle circoscrizioni di riferimento. Presto per capire come andrà a finire e decisamente tardi per azzardare clamorosi colpi di scena ma un dato impera sovrano. Nata a colpi di veleno e di inchieste giudiziarie questa paradossale e inedita campagna elettorale alla calabrese si conclude, se possibile, persino peggio. Con veleno strisciante sparso in ogni angolo e con ombre che si aggirano inquietanti. E a sedare i bollenti spiriti non contribuiscono di certo le repliche né di Tallini né di Raffa con il primo che rispolvera una “vendetta” nei suoi confronti del numero uno dell’Antimafia attorno alla vicenda di Morra che avrebbe condotto indagini “in proprio” a carico di Mario Occhiuto.
Anche Rosi Bindi, quando si accomodava sulla poltrona che oggi è di Morra, ha stilato la sua black list a pochi metri dal voto. Non erano meno pesanti i macigni gettati nello stagno ma chissà perché, o forse si sa benissimo invece, oggi la stagione è tutta diversa. Tutta più avvelenata. E preoccupante, da qualsiasi parte la frittata decida di cadere nel piatto…

I.T.