Anac, giro di vite sugli incarichi legali della Regione Calabria

Al primo incarico bisognerà presentare dichiarazione di compatibilità da aggiornare ogni sei mesi

L’Anac fissa i nuovi paletti, su richiesta dello stesso ente lo scorso anno, per quanto riguarda gli affidamenti esterni ad avvocati nei vari contenziosi che vedono la Regione Calabria  parte in causa. Nelle scorse settimane è stata infatti pubblicata la delibera sul sito dell’autorità nazionale anticorruzione in merito alla richiesta, della Regione Calabria, di chiarimenti circa le modalità con cui i professionisti del “Libero Foro” assegnatari di incarichi di domiciliazione e sostituzione in udienza per conto della Regione debbano rendere le dichiarazioni di insussistenza di conflitti di interessi. Si legge in delibera: “È consigliabile che i liberi professionisti che ricevono incarichi di patrocinio legale da parte dell’amministrazione presentino una dichiarazione di insussistenza di cause ostative all’assunzione del primo incarico, da aggiornare ove siano intervenuti fatti e/o circostanze che comportino variazioni di situazioni/stati e, comunque, almeno una volta ogni anno, preferibilmente ogni sei mesi. Anche con conferimento agli incarichi relativi ad attività “ semplici” (deposito atti e/o deleghe alla presenza in udienza), è altamente raccomandata la presentazione della dichiarazione di insussistenza di situazioni, anche solo potenziali, di conflitti di interessi all’assunzione del primo incarico (eventualmente da aggiornare/integrare successivamente ove necessario nelle forme e secondo le modalità ritenute più consone dall’amministrazione)”. Per un qualunque tipo di incarico, dunque, si dovrà dichiarare di non essere incompatibili. L’insussistenza di situazioni, anche solo potenziali, di conflitti di interessi, trova disciplina all’art. 24 del codice deontologico forense  2 che, al co. 1, dispone: “L’avvocato deve astenersi dal prestare attività professionale quando questa possa determinare un conflitto con gli interessi della parte assistita e del cliente o interferire con lo svolgimento di altro incarico anche non professionale”.