Federfarma: Asp Catanzaro non paga farmaci da 4 mesi

La denuncia del presidente Defilippo

Federfarma “sta ricevendo dalle farmacie della provincia di Catanzaro ripetute lamentele per i mancati pagamenti delle ricette spedite in regime convenzionato”. Lo comunica l’associazione dei farmacisti, spiegando che “sono attualmente scoperte ben quattro mensilità, corrispondenti alle ricette spedite nei mesi di luglio 2019, agosto 2019, settembre 2019 e ottobre 2019 a scadenza fine novembre, per il pagamento delle fatture di presidi ed ausili oltre all’indennità di residenza anno 2018. Tale situazione – scrive l’associazione – è assolutamente inaccettabile, esponendo le farmacie associate a difficoltà tanto gravi quanto inique. Dovrebbe essere superfluo ricordare come non siano assolutamente sopportabili – si aggiunge – tali ritardi che impediscono alle farmacie di pagare fornitori e dipendenti e come, pertanto, una mancata correntezza dei pagamenti si traduca direttamente in una più che concreta minaccia per la efficienza stessa del servizio pubblico di assistenza farmaceutica territoriale”.

Il presidente di Federfarma Catanzaro Defilippo, si dice “amareggiato” per la mancanza di iniziative costruttive provenienti dalla Parte pubblica e “furente dinanzi al meccanismo di finanziamento che l’Azienda – dice – ha unilateralmente instaurato per risolvere i propri problemi di liquidità: ritardare i pagamenti ai farmacisti a tempo indeterminato – chiarisce il Presidente Defilippo – con il solo onere dell’interesse al saggio legale (attualmente all’0,80%) costituisce di fatto una forma di “finanziamento” che i farmacisti attuano, non per loro volontà, nei confronti dell’Azienda che gestendo i fondi destinati alla copertura della spesa farmaceutica ad un tasso di interesse di gran lunga inferiore a quello che dovrebbe sostenere se facesse ricorso al credito bancario, produce per se stessa un risparmio di spesa. Certamente tale risparmio, aggiunge Defilippo, sarà anch’esso gestito in maniera impropria ma, sta di fatto, che ad oggi e da qualche anno, segnatamente da quando il tasso di interesse legale è sceso all’0,80% i farmacisti titolari di farmacia privata “finanziano” l’Azienda Sanitaria”.

Federfarma sollecita l’Asp “a sanare tempestivamente e congruamente la propria esposizione nei confronti delle farmacie e, contestualmente, avvisa che, in difetto, attiverà tutte le iniziative più idonee a tutela dei propri iscritti, previa opportuna informazione ai media”.