‘Ndrangheta: ucciso davanti al figlio di 6 anni, un arresto

I carabinieri del comando provinciale di Vibo Valentia, coordinati dalla procura della procura della Repubblica di Catanzaro, hanno arrestato una persona nell’ambito delle indagini sull’omicidio di Carmelo Polito, ucciso a colpi di pistola a San Gregorio d’Ippona (Vv) davanti al figlio di 6 anni. Secondo l’accusa, a sparare è stato Francesco Pannace, 32 anni di San Gregorio d’Ippona, già detenuto perché coinvolto in un altro efferato omicidio, quello di Giuseppe Prostamo.     Polito fu assassinato il 1 marzo del 2011 in pieno centro abitato con cinque colpi di pistola calibro 7,65 davanti agli occhi del figlioletto, miracolosamente scampato all’agguato. Il delitto fu immortalato dalle telecamere di videosorveglianza installate in una vicina officina meccanica. Polito, secondo gli inquirenti, fu ucciso perché ritenuto dal clan di ‘ndrangheta Fiarè – a cui il presunto killer sarebbe legato in quanto autista del boss Rosario Fiarè – una persona aggressiva e violenta, già rinchiusa nel carcere psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto per vari reati. Sarebbe stato “giustiziato”, in particolare, per uno schiaffo dato due anni prima allo zio del presunto killer e anche per dei “buffetti sulla guancia”, a mo’ di richiamo, dati a Rosario Fiorillo in carcere, come riferito agli inquirenti dal collaboratore di giustizia Raffaele Moscato. Fiorillo, 30 anni, di Piscopio (frazione di Vibo Valentia), anch’egli già in carcere per altri fatti di sangue, è indagato a piede libero. Nei suoi confronti il gip distrettuale non ha ritenuto sufficienti gli indizi per l’emissione di un’ordinanza cautelare per l’omicidio. Polito era appena uscito dal carcere psichiatrico nel quale era stato detenuto. Il suo atteggiamento, spiegano gli inquirenti, avrebbe creato malcontento tra gli abitanti del paese che vivevano nel terrore.    PPannace avrebbe confessato il delitto in alcune intercettazioni ambientali. L’inchiesta è coordinata dai sostituti Andrea Mancuso della Dda di Catanzaro e dal pm Luca Ciro Lo Toro della Procura di Vibo Valentia.