La truffa dei corsi, il suicidio e l’ombra della politica

Uno degli arrestati ha lavorato fino a luglio del 2018 in un gruppo del consiglio regionale. Mistero sulla possibilità di accedere “tranquillamdente” all'ospedale di Trebisacce

Il giorno dopo il clamore mediatico attorno all’inchiesta della procura di Castrovillari sui corsi truffa per operatori socio sanitari è tutto per il suicidio di F.T. E il dramma non ha faticato a superare la barriera del Pollino finendo agilmente sulle rassegne stampa nazionali. Il sogno del posto di lavoro e l’investimento svanito, la scoperta del raggiro. Ma morire per aver scoperto di essere stato truffato e di aver pagato un corso per Oss che non avrebbe portato da nessuna parte non è scontato e i magistrati ieri in conferenza stampa sono stati prudenti sul punto. Per il momento infatti non si indaga per istigazione al suicidio, il meccanismo induttivo è complesso e si rischia di scivolare. Però F.T. quel corso lo aveva frequentato per davvero insieme alla fidanzata, da maggio a novembre del 2015. Dodici incontri di due ore ciascuno per un totale di circa 44 ore di lezione (neanche il dieci per cento di quelle che servono alla “vera” abilitazione), tutte svolte all’interno di una sala nell’ospedale di Trebisacce, attrezzata persino di sedie. Ed è proprio attorno alla possibilità di entrare e uscire dall’ospedale Chidichimo di Trebisacce con sconcertante disinvoltura che resta e resterà al centro delle ombre inquisitorie. Come è stato possibile tenere corsi truffa in regolari locali all’interno di un ospedale? Nessuno si è accorto di nulla? Chi ha coperto la posta in gioco? A ben vedere le ombre non sono poche e non è tempo perso ricordare che nell’inchiesta sono coinvolti pure due dipendenti dell”Asp di Cosenza. Così come rischia di non essere affatto marginale tenere conto di un dato che allo stato, è bene sottolinarlo, era e resta solo una (poco gradevole) curiosità. Uno degli arrestati infatti è figura assai presente nell’entourage storico di un consigliere regionale e per tutto il 2016 e da gennaio a luglio del 2018 (per il 2017 non ci sono dati) ha anche prestato servizio presso un gruppo del consiglio regionale.

I.T.