Giochi d’acqua, Occhiuto perde il ricorso

Il Tribunale Superiore dà ragione a Sorical sulla gestione dei serbatoi di Cosenza

«Avevamo ragione su tutti i fronti, da anni denunciamo la cattiva gestione regionale da parte della Sorical in merito alla distribuzione idrica sul territorio e adesso persino il tribunale delle acque segna l’ennesimo punto a nostro favore».
Queste le parole di Mario Occhiuto, all’indomani della sentenza con cui il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche con provvedimento del 27 luglio 2017 aveva respinto la domanda di sospensione avanzata dalla Sorical spa contro l’ordinanza contingibile ed urgente dello scorso 16 gennaio con cui il sindaco Mario Occhiuto aveva imposto l’erogazione della portata istantanea costante minima idrica di 311 l/s di acqua potabile nonché la consegna delle chiavi dei punti di controllo al partitore di via de Rada, al partitore di Cozzo Muoio e sull’adduttrice al serbatoio di Serra Spiga.
Parole che ora Occhiuto è costretto a rimangiarci
Tuttavia il tribunale dell’acqua che gli aveva dato ragione, nel merito invece gli ha dato torto. E con una sentenza di luglio ma notificata pochi giorni fa al Comune.
Secondo il Tribunale, infatti, quell’atto disposto da Occhiuto «non risulta oggettivamente legato all’esigenza improvvisa di far fronte a una situazione imprevedibile, ma legato in primo luogo alla dispersione idrica, e in primo luogo risolvibile attraverso un’adeguata manutenzione delle reti idriche anziché con l’utilizzo di uno strumento “extra ordinem”». Per i giudici ci sarebbe stato da parte del Comune «un periodo di tempo lunghissimo per intervenire in via ordinaria sulle proprie reti cittadine facendo in modo che la fornitura idrica di Sorical potesse bastare a soddisfare il fabbisogno della popolazione». Ed infine per i giudici «non risulta adeguatamente comprovata l’avvenuta esecuzione, da parte dell’Amministrazione comunale dei lavori e degli interventi, anche manutentivi, sulle rete secondarie, ai quali si fa riferimento nell’ordinanza del sindaco». Da qui l’accoglimento del ricorso della Sorical e la conseguenza “bocciatura” dell’operato della giunta comunale cosentina.